Architettura

Orizzonti bolognesi di un casale design

Dicembre 22, 2016

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Orizzonti bolognesi di un casale design

Bologna la grassa. Bologna la dotta. Cucina e cultura, libri e tortellini, e poi tanto, tanto design. E’ una ricetta inedita ma in fondo molto emiliana quella che caratterizza la personalità di un casale Anni Sessanta recentemente ristrutturato e immerso in un grande parco sulle colline bolognesi.

 

Si tratta dell’ultimo progetto realizzato dall’architetto Pierluigi Molteni, che ha subito compreso la natura del luogo e si è impegnato nel valorizzarlo al meglio, concentrandosi innanzitutto nel dialogo tra interno ed esterno, intessuto sfruttando il potenziale della facciata porticata preesistente.

 

Il corridoio del portico, infatti, diventa all’occorrenza un’estensione della zona living: una volta chiuse le alte vetrate, gli archi originali si trasformano nel varco attraverso il quale lasciar filtrare la luce, in una relazione ininterrotta tra lo spirito della campagna locale e l’allure internazionale che invece domina all’interno.

 

Un interno decisamente monopolizzato dall’enorme cucina, cuore pulsante della casa e così importante da allungare la propria dispensa fino in soggiorno, dove ingredienti ed essenze finiscono per mescolarsi ai libri, riuniti sugli stessi scaffali quasi a voler sottolineare quel binomio di scienza e gastronomia che da sempre solca l’identità bolognese.

 

Risparmio energetico e adeguamento alle norme antisismiche sono stati i due principi dai quali risultava impossibile prescindere, ma sostenibilità e approccio naturale contraddistinguono anche la scelta dei materiali, che spaziano dalla calce biologica, alla lana di roccia, al rovere trattato a cera.

 

Sul parquet a spina di pesce, diffuso in tutti gli ambienti, si distribuiscono arredi dal gusto raffinato, selezionati alternando le proposte di design d’autore ad alcuni pezzi realizzati su misura: così, si va dalla poltrona P32 disegnata da Osvaldo Borsani per Tecno negli Anni 50 al divano vintage, dalla cascata di Flowerpot (i lampadari Anni Sessanta di Verner Panton) ai tavoli in ferro personalizzati con basi di recupero.

 

Uno stile sofisticato dall’estetica contemporanea, che restituisce carattere ad una magione non più dimenticata.