Architettura

Piuarch e Stefano Sbarbati firmano il nuovo quartier generale di IDF Habitat

Novembre 7, 2017

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Piuarch e Stefano Sbarbati firmano il nuovo quartier generale di IDF Habitat

In un mondo dove il design è ormai senza confini, anche lo studio Piuarch ha deciso di esportare la propria carica di innovazione creativa: la fa scegliendo come destinazione la Francia, e in particolare la Métropole di Parigi, sede del nuovo headquarters IDF Habitat, società francese incaricata dello sviluppo di operazioni di housing sociale.   

Realizzato a Champigny-sur-Marne, circa 15 km dal cuore di Parigi, grazie al lavoro di un team composto da Piuarch, Stefano Sbarbati e Incet Ingénierie a seguito di un concorso vinto nel 2013, il progetto prevede requisiti quali estrema flessibilità organizzativa, attenzione alla qualità ambientale e accurata interpretazione del contesto, con l’obiettivo di costituire un complesso efficiente dal punto di vista funzionale e soprattutto capace di proporsi come un tassello indispensabile all’interno del processo di trasformazione dell’area. 

L’edificio è infatti parte infatti del cosiddetto “ZAC des Bords de Marne”, ambizioso programma di riqualificazione indirizzato a definire un nuovo comparto sociale, culturale e produttivo connesso alla città, e ne traduce le aspettative, generando un sistema dalla forte identità. 

Caratterizzata da una pianta a L e da un profilo di altezza variabile, la volumetria si sviluppa perciò in una forma articolata e stabilisce margini netti, permettendo di disegnare la piazza antistante e di definirla come spazio collettivo. 

Ogni lato, inoltre, reagisce alle preesistenze attraverso un rapporto di pieni e vuoti: in corrispondenza dell’ingresso e quindi della piazza, la facciata è una quinta permeabile, completamente vetrata e schermata da un sistema di loggiati con diverse altezze, interrotto mediante una serie di discontinuità della trama che rendono la composizione maggiormente dinamica. 

Il prospetto si pone dunque come una sezione, attraverso la quale scoprire gli ambienti di lavoro tra cui la lobby, piccole sale riunioni, uffici privati e il grande corpo scala, ma anche come un modo per proiettare all’esterno la vita dell’edificio. 

Sul lato opposto all’ingresso, di fronte al passaggio della ferrovia e lungo la strada, il fronte si fa invece più compatto, con un ritmo serrato di aperture verticali: si tratta, infatti, delle facciate sud, est e ovest, dove è necessario filtrare l’irraggiamento solare e creare una barriera acustica contro il rumore generato dal passaggio dei treni.  

L’involucro è realizzato in calcestruzzo gettato in opera e successivamente levigato per un effetto uniforme; integra, infine, il sistema costruttivo, collegato a solai alveolari prefabbricati con una luce di 13 metri, senza alcuna necessità di appoggi intermedi. 

Ne risulta una pianta libera, disponibile a essere organizzata in base alle necessità: una soluzione resa possibile non solo dall’assenza di pilastri e setti portanti ma anche dalla dotazione impiantistica, che scorre verticalmente nel punto di incrocio tra le due ali per essere poi inserita nel pavimento galleggiante in corrispondenza di ciascun livello. 

Anche la modularità delle facciate, scandite da finestre della larghezza di 67,5 cm con un passo di 135 cm, concorre al medesimo obiettivo e semplifica le eventuali operazioni di cambiamento dell’assetto spaziale interno.   

Versatilità e funzionalità diventano così le vere protagoniste di un progetto dedicato al mondo del lavoro, un complesso nel quale tutte le figure professionali sono in grado di muoversi con facilità e comfort usufruendo della possibilità di vivere la maggior parte della loro giornata in un ambiente sano, perfetto per mettere a frutto l’impegno e le idee.