Architettura

Pronti per il Bosco Verticale cinese?

Febbraio 10, 2017

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Pronti per il Bosco Verticale cinese?

I milanesi vanno orgogliosi del loro Bosco Verticale? Chissà. Una cosa, però, è certa: i cinesi glielo invidiano tantissimo. Così tanto che l’architetto Stefano Boeri e il suo studio ripeteranno l’impresa a Nanjing, in Cina, dove il nuovo Bosco Verticale asiatico sarà completato nel 2018, ed è possibile che in futuro altri gemelli sorgano nelle principali città cinesi, oggi più che mai interessate all’economia green.

 

Il progetto prevede la realizzazione di facciate mutevoli, in sintonia con le stagioni, sulle quali saranno disposti oltre 2500 arbusti e piante a caduta, 600 alberi di grandi dimensioni, 500 di taglio medio, appartenenti a 23 specie autoctone, per coprire una superficie totale di 6000 metri quadri e ridurre le emissioni di CO2 di quasi 25 tonnellate ogni anno, producendo 60 kg di ossigeno al giorno.

 

La prima torre sarà alta 200 metri e presenterà sulla sommità una lanterna verde, ospiterà uffici tra l’ottavo e il trentacinquesimo piano, includerà addirittura un museo, una scuola di architettura green e un rooftop club privato.

 

La seconda torre, d’altro canto, misurerà 108 metri in altezza e sarà destinata ad un nuovo Hotel della catena Hyatt comprendente 247 camere con spazi variabili tra i 35 e i 150 metri quadri e una piscina situata all’ultimo piano; il basamento, alto 20 metri, sarà invece dedicato a locali commerciali o ad altre funzioni educative, dando spazio a negozi, ristoranti, sale conferenze e sale espositive.

 

Sarà la Cina, con un’inversione di tendenza che potrebbe fare epoca, a guidare la rivoluzione economica del pianeta? Si accettano scommesse.