The Mile, il parco verticale che cambierà l’architettura The Mile, il parco verticale che cambierà l’architettura
Architettura

The Mile, il parco verticale che cambierà l’architettura

Scritto da Redazione |

31 Marzo 2016

Le informazioni si rincorrono, ma la nebbia resta fitta. Non si conoscono i dettagli, non si sa quale città sarà scelta per ospitarlo. Quello che si sa è che sarà grandioso. Stiamo parlando dell’ultimo blindatissimo progetto della Carlo Ratti Associati, in collaborazione con gli ingegneri della tedesca Schlaich Bergermann und Partner e con lo studio inglese di digital design Atmos: si chiamerà The Mile, il parco naturale verticale più grande del mondo, talmente alto da doppiare il Burj Khalifa di Dubai, 828 metri, finora il grattacielo più alto del pianeta.

 

Presentando il progetto al MIPIM di Cannes di marzo, Carlo Ratti, architetto italiano tra i più noti al mondo nonché direttore del Seansable City Lab presso il prestigiosissimo MIT di Boston, si è sbilanciato: “Immaginate di prendere il Central Park di New York, metterlo in verticale e arrotolarlo su se stesso.” Il grattacielo sarà alto un miglio, cioè 1609,34 metri, per la precisione, un’altezza vertiginosa la cui fattibilità rappresenta una vera sfida per i progettisti, i quali hanno ideato appositamente una struttura speciale leggerissima, larga 20 metri, costituita da una rete di cavi precompressi.

 

L’obiettivo è quello di offrire ai visitatori un’esperienza indimenticabile, un vero e proprio viaggio ultraterreno. Così, l’albero centrale sarà il perno di un sistema di capsule orbitanti, simili esternamente a quelle del celebre London Eye, destinate ad ospitare, oltre ai singoli fruitori, anche una spa, cene, addirittura concerti, che si svolgeranno nel corso della lenta ascesa verso il cielo. Il tutto godendo di uno spettacolo da capogiro: per evitare elementi di disturbo nella contemplazione del panorama, non ci saranno ringhiere, ma una protezione a filo, da cui vedere la città sottostante a 360 gradi.

 

Naturalmente, ci sarà anche la possibilità di percorrere l’intero sviluppo verticale del grattacielo interamente a piedi, ma le sorprese non finiscono qui. Si sta lavorando, infatti, per introdurre tecnologie di realtà aumentata, in modo da mostrare agli ospiti non solo ciò che si vede, ma anche ciò che si immagina.

 

Secondo Ratti, la visionarietà di un progetto come quello di The Mile risiede nella possibilità di vedere la realtà sotto un punto di vista nuovo, senza precedenti nella storia, viaggiando in un ecosistema proiettato nell’atmosfera. Perché il futuro che ci aspetta è già di fronte a noi. Anzi, sopra di noi.

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