Ad Architect@Work il calorifero che arreda: intervista a Piercarlo Luiselli di Brem Ad Architect@Work il calorifero che arreda: intervista a Piercarlo Luiselli di Brem
Design

Ad Architect@Work il calorifero che arreda: intervista a Piercarlo Luiselli di Brem

Scritto da Redazione |

17 Novembre 2017

Piuttosto che semplici caloriferi dovrebbero essere definiti come veri e propri termo arredi: i prodotti firmati Brem, azienda specializzata nella produzione di caloriferi e scalda salviette d’eccellenza, sono infatti autentici complementi d’arredo, in grado di valorizzare gli interni grazie alla propria linea design e alla sofisticata gamma di finiture, interpretando al massimo grado le esigenze di una clientela sempre più attenta. In occasione della partecipazione di Brem all’ormai imminente kermesse Architect@Work (Milano, 29-30 novembre) abbiamo incontrato Carlo Luiselli, direttore commerciale del brand, per parlare di tutte le novità in programma, per il presente e per il futuro.

 

Con quali prodotti di punta Brem si presenta a questa edizione di Architect@Work?

“Esponiamo alcune delle novità presentate nel catalogo 2017:

CANNUCCIA, disegnato da Bettazzi+Percoco Architects, è un termo arredo ispirato al famoso tubicino di plastica usato per assaporare le bibite; un oggetto pop, ispirato all’idea di festa e spensieratezza fatto per introdurre nelle case una nota di colore e un sorriso.

CLARK, disegnata da Luigi Brembilla, è una piastra radiante in acciaio ultrasottile (23mm di spessore) tagliata trasversalmente in modo asimmetrico da un maniglione rettangolare di spessore analogo; i due elementi possono essere verniciati in tinte diverse e sono funzionanti con un unico allacciamento.

PIT, progettato da Pietro Facheris, è un termo arredo dal design elegante ed essenziale con tre rettangoli radianti sviluppati in verticale e sovrapposti tra loro;

HERG, disegnato da Luigi Brembilla come rivisitazione del capitello, si appoggia a parete con angoli retti, a terra come i primi caloriferi in ghisa e si erge a soffitto, protagonista in tutta la sua altezza.”

 

Qual è il segreto per rendere i vostri caloriferi dei veri e propri complementi d’arredo, in grado di valorizzare l’ambiente che li ospita?

“Sicuramente il design e la gamma di finiture. Nella nostra collezione abbiamo caloriferi e scalda salviette sia con un design minimal, sia realizzati da artisti nazionali così da incontrare i gusti più disparati. Come finiture diamo la possibilità di scegliere su una cartella colori che comprende circa 80 tonalità più le applicazioni con la foglia dorata o argento, l’inox o ancora la possibilità di ordinare un qualsiasi colore della scala RAL o a campione.”

 

Che cosa significa per voi il concetto di personalizzazione? In quest’ottica, quanto è importante lavorare a stretto contatto con l’architetto e con il cliente?

“Personalizzazione, secondo noi, significa poter soddisfare le richieste dell’utente finale; significa non fermarsi ad un prodotto standard ma avere le capacità di variare la propria produzione in funzione (nel limite del tecnicamente fattibile) della particolarità del progetto da portare a termine, sia per una richiesta puramente tecnica sia per una prettamente estetica.

Ci riteniamo una vera e propria “sartoria” del calorifero, con 100.000 misure a catalogo più la possibilità di produrre con misure o allacciamenti speciali; inoltre il calorifero viene sviluppato per raggiungere rese caloriche particolari e disporre di finiture e colori anche a campione. Il contatto ed il confronto con il cliente e con l’architetto sono perciò fondamentali.”

 

Qual è l’innovazione tecnologica che secondo voi influenzerà di più la produzione di caloriferi nei prossimi anni?

“Sta aumentando esponenzialmente la domanda di caloriferi elettrici ad alte rese, pertanto le innovazioni saranno soprattutto in quest’ottica.”

 

Progetti e obiettivi per il futuro?

“Intensificare le attenzioni e gli investimenti sul comparto elettrico: già da quest’anno abbiamo inserito a listino una reparto dedicato esclusivamente a questa tipologia di prodotto. E poi cercare di incrementare la nostra capacità nel rispondere positivamente ad ogni richiesta uscendo definitivamente dall’ottica di una pura ‘produzione industriale’, con lo scopo di incontrare e risolvere qualsiasi esigenza progettuale.”

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