Arketipo Firenze, il racconto del nuovo comfort Arketipo Firenze, il racconto del nuovo comfort
Design

Arketipo Firenze, il racconto del nuovo comfort

Scritto da Redazione |

21 Aprile 2017

Arketipo Firenze rappresenta l’eccellenza della tradizione design italiana, declinata in tutte le forme di un arredamento concepito in maniera sartoriale, attraverso la minuziosa scelta dei tessuti, delle nuance e dei materiali e la continua ricerca di forme originali ed esclusive, apprezzate in tutto il mondo 

In occasione del Salone del Mobile 2017, Arketipo Firenze ha mostrato al pubblico i risultati della collaborazione con designer dalla straordinaria intuizione progettuale, come Gino Carollo, Leonardo Dainelli, Mauro Lipparini e Giuseppe Viganò.

Si comincia dai divani:

Nash, disegnato da Mauro Lipparini, poderoso, leggero e dinamico, dalla geometria scattante e asimmetrica, contraddistinto da diverse sagome e profondità, dall’essenzialità dei braccioli e dalla possibilità di inserire nello schienale una zip in metallo, per un effetto più strong;

Douglas, una famiglia di complementi compositi ancora firmata da Lipparini, realizzati in metallo, marmo e vetro, in aggiunta a nuclei imbottiti costituiti da elementi integrabili laterali, frontali e posteriori, quali consolle, tavolini e piani accessori su più livelli congiunti e distinti;

Mayfair, di Leonardo Dainelli, prezioso nella sua linea modern, ampia e confortevole, realizzato in velluto, sofisticato, attualissimo e aristocratico, con una speciale rotazione dello schienale che ne assicura il comfort.

Giuseppe Viganò è poi il creatore di Barracuda, una poltrona moderna con schienale in neoprene, e di Manta, una chaise longue versatile che assume posizioni di seduta differenti, per favorire al meglio ogni momento di relax, mentre lo schienale e le linee avvolgenti, garantiscono un l’eleganza dal comfort informale. 

Si aggiunge Bubble Bobble, da terra o a sospensione, una lampada che guarda agli interni contemporanei e ricorda con ironia la leggerezza delle bolle di sapone; creata da Gino Carollo, le sue tre sfere in vetro sfumato di diverse dimensioni sono sorrette da una struttura realizzata con sottili strisce di metallo.

Carollo è infine anche l’autore di Dorian, una combinazione tra specchio e materia, la cui superficie specchiata o fumé si presenta come una tela, impreziosita da strisce di pelle alternate.

Un ventaglio di novità che bene interpretano lo stile Arketipo, sofisticato ed inimitabile.

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