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Cristina Rubinetterie a Cersaie 2017, intervista esclusiva al direttore generale Daniele Mazzon

Ottobre 2, 2017

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Cristina Rubinetterie a Cersaie 2017, intervista esclusiva al direttore generale Daniele Mazzon

Dal 1949 il marchio Cristina è sinonimo di rubinetteria di alta qualità Made in Italy. La costante ricerca mirata sull’innovazione e la passione per lo stile ne hanno accompagnato il successo oltre i confini nazionali, tanto che oggi i prodotti Cristina sono distribuiti in oltre 70 Paesi del mondo e circa il 60% del fatturato aziendale proviene dall’estero, dove Cristina ha saputo imporre nel tempo valori di design, funzionalità e alta performance senza mai rinunciare all’eco-sostenibilità. Come in tutte le storie d’imprenditoria, però, il segreto è non stancarsi mai di crescere: Cristina continua a farlo, anche grazie alla recente acquisizione da parte del Gruppo Caleffi. Di questa svolta e di molte altre novità abbiamo parlato a Cersaie 2017 con Daniele Mazzon, neo direttore generale del brand.

 

Quali sono le novità di Cristina Rubinetterie a Cersaie 2017? 

“Sicuramente la serie Italy, che unisce classico e moderno. Riteniamo, visto che abbiamo vinto anche un premio, di aver in parte centrato l’obiettivo. Le prime reazioni da parte dei clienti, che sono venuti a visitarci al nostro stand, sono state molto positive. Cristina ha fatto un prodotto che è tornato a far parlare. Gli sforzi sono stati tanti, il progetto era ambizioso ma ci siamo riusciti”.

 

 Il brand Cristina è stato recentemente acquisito dal Gruppo Caleffi. Che cosa deriva da questa acquisizione? Quale sarà la nuova direzione del marchio? 

“Si manterrà assolutamente su una linea di continuità. La nuova proprietà ha voluto acquisire un brand forte, che fosse in grado di diversificare il proprio rischio pur mantenendo lo stesso materiale: l’ottone. Caleffi è nata con la lavorazione dell’ottone, Cristina ha come materia prima l’ottone. Si tratta di sinergie produttive ma per il futuro auspichiamo anche a sinergie commerciali, soprattutto fuori dall’Italia, dove Caleffi è presente e Cristina no. Il brand è forte, solido e l’azienda ha un bel bilancio. Finanziariamente è pronta per strutturarsi e dare continuità a una realtà già presente da anni sul mercato italiano”.

 

A che tipo di pubblico sono rivolti i vostri prodotti? Che cosa vi contraddistingue? 

“Mediamente ci rivolgiamo a un pubblico di medio-alto livello. Non vogliamo abbandonare il medio-basso, ma il target è sempre stato questo e dobbiamo continuare così. Questo resterà il nostro target. Riteniamo anche che il Made in Italy possa avere un focus importante su quel target”.

 

 Quali sono gli obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro? 

“Vogliamo dare ancora più luce a un brand che di luce ne ha già tanta. Vogliamo arrivare a un riconoscimento forte del Giallo Cristina nel mondo. Oggi quello che dobbiamo fare prima di tutto è cercare di capire chi è Cristina e portarla tramite i suoi prodotti in tutto il mondo”.