Euroluce, un successo straordinario: intervista al presidente di Assoluce Stefano Bordone Euroluce, un successo straordinario: intervista al presidente di Assoluce Stefano Bordone
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Euroluce, un successo straordinario: intervista al presidente di Assoluce Stefano Bordone

Scritto da Redazione |

11 Aprile 2017

Quest’anno il Salone del Mobile 2017 ha ospitato la 29esima edizione del Salone Internazionale dell’Illuminazione, Euroluce. 38.000 mq messi a disposizione di espositori dei migliori brand del settore, italiani e stranieri. L’innovazione e la cultura del progetto l’hanno fatta da padrone nella presentazione di apparecchi per l’illuminazione di esterni, interni, spazi industriali o dedicati a eventi.


Particolare rilevanza quest’anno dedicata all’eco-sostenibilità e al risparmio energetico, declinati nel decorativo e illuminotecnico.

 
Un settore, quello dell’illuminazione, che, come dichiarato da Federlegnoarredo, ha portato a un fatturato nel 2016 di 2,18 miliardi di euro (+1% rispetto al 2015).

 

“Si tratta di uno dei settori produttivi italiani maggiormente vocato all’internazionalizzazione con il 75% della produzione (pari a 1,63 mld €) destinato all’esportazione in oltre 130 Paesi”, ha fatto sapere Federlegnoarredo in una nota ufficiale.


“Il settore – continua – è costituito da circa 700 aziende specializzate, a cui si accompagnano piccole e micro realtà per un totale di oltre 1500 imprese”.

 

Noi abbiamo avuto modo di approfondire l’argomento intervistando Stefano Bordone, presidente di Assoluce e presidente di Kundalini.

 


In qualità di presidente di Assoluce, com’è andata questa edizione di Euroluce?
“Quest’edizione di Euroluce si è confermata un’edizione straordinaria per due ragioni: la prima è che, a bocce ferme, abbiamo avuto circa 40.000 mq, il secondo segnale molto positivo è in questo contesto il fatto che il 50% degli espositori sono stati stranieri. Questo significa che Euroluce è ancora una fiera internazionale, non solo per visitatori stranieri ma anche per espositori provenienti da tutto il mondo. Qui c’è il pubblico, ci sono le aziende e c’è la voglia di esporre. Questo certifica che la fiera sta assumendo un’importanza internazionale. Questo è un punto di orgoglio per tutti quanti noi”.

 

Quali tendenze ha avuto modo di constatare?
“Nell’ambito del decorativo ognuno prende la strada che ritiene più interessante. Nsaprei dirle esattamente qual è la tendenza di questa edizione. Quello che si vede è un’elevata qualità e un’elevata ricerca nell’utilizzo dei materiali e nel loro impiego”.

 


Come Kundalini cosa avete portato al Salone 2017?
“Noi abbiamo fatto un percorso abbastanza particolare. Kundalini ha cambiato pelle negli ultimi tempi. Questa è la fiera in cui abbiamo puntato i piedi per far vedere che avevamo cambiato pelle. Il filo conduttore della collezione è il passato che ritorna nel presente: che sia materiale o stile non è importante. L’importante è il legame con qualcosa che viene da lontano. Bisogna reimpiegare quello che già c’è per fare qualcosa di nuovo. L’incontro tra il giovane designer e materiali antichi per esempio”.

 


Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
“A livello commerciale l’obiettivo primario è vendere. Abbiamo avuto tanti feedback positivi e per il futuro immediato l’obiettivo è sicuramente quello di dare velocemente al mercato ciò che il mercato vuole. Vogliamo diventare più forti. Adesso vogliamo mettere a frutto le note positive di questi giorni di fiera”.

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