LightsOn, Luciano Marson crea Mani LightsOn, Luciano Marson crea Mani
Design

LightsOn, Luciano Marson crea Mani

Scritto da Redazione |

30 Ottobre 2017

LightsOn è la benefit company nata nel 2014 dall’idea di Luciano Marson, pluripremiato Compasso d’Oro, nella convinzione che il valore del design si esprima al meglio solo quando vi è una relazione diretta, in prima persona, fra progettista e costruttore.

In virtù di ciò, l’azienda mette in contatto i designers con i maestri artigiani che poi produrranno il manufatto, e solo quando entrambi sono convinti di aver raggiunto il miglior risultato possibile, il prodotto viene testato sul mercato e poi messo in produzione, sempre nel rispetto della natura e dell’uomo.

Esempio di questa filosofia operativa è Mani, parte della Marson Collezioni, una linea che trova la sua massima espressione nelle proposte stagionali a tiratura limitata: nel caso specifico, la realizzazione rientra nel filone delle opere che “si trasformano a seguito del modificarsi del punto di vista dell’osservatore”.

Progettato da Luciano Marson, designer e direttore creativo dell’azienda, Mani è innanzitutto un mobile contenitore le cui ante si  ispirano all’arte cinetica, nata negli anni Venti ma diventata massimamente popolare nei Sessanta, alla quale Marson si è avvicinato nel 2001 visitando il Padiglione Polacco della Biennale di Venezia.

Ecco le sue parole:

Il primo approccio di arte cinetica applicato ad un mio mobile risale al 2003. Solo dopo un lungo lavoro di perfezionamento sono arrivato alla versione attuale chiamata Mani.

Oggi il prodotto, che nel suo complesso appare come una sorta di quadro sospeso rispetto alla parete che lo ospita, è il risultato dell’accoppiamento di due diversi legni che vengono poi lavorati con una tecnica che scava dentro la materia e ne restituisce una visione ed una sensazione tattile senza precedenti.

Conclude Marson:

 “È come se le dita corressero sulla superficie e asportassero per la prima volta il legno creando cosi l’effetto della  tridimensionalità. Ed anche a guardarlo, si ha la percezione di osservare un prodotto sempre nuovo in base all’angolazione da cui lo si guarda.

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