Made in Food Waste, dallo scarto alimentare all’oggetto di design Made in Food Waste, dallo scarto alimentare all’oggetto di design
Design

Made in Food Waste, dallo scarto alimentare all’oggetto di design

Scritto da Redazione |

26 Agosto 2016

Siamo quello che mangiamo, si diceva un tempo. In futuro, però, le cose potrebbero cambiare e un nuovo motto si potrebbe aggiungere al precedente: arrediamo con quello che mangiamo.

 

E’ in effetti questo l’obiettivo, rigorosamente ecologico, della ricerca condotta da Matrec (Osservatorio Internazionale per l’Innovazione Sostenibile di Materiali e Prodotti) in collaborazione con l’Università di Architettura e Design del Cile e intitolata “Made in Food Waste”, un’iniziativa brillante tramite la quale è stato possibile dimostrare come i semplici rifiuti alimentari rappresentino una risorsa inedita nel quadro della futura produzione industriale.

 

I risultati presentati dai ricercatori e dagli scienziati che si sono occupati del progetto hanno avuto un impatto sorprendente: si è infatti scoperto, per esempio, che scarti e alimenti banalissimi come foglie di tè, zucchero, fondi di caffè e gusci di arachidi sono la base materica ideale per realizzare ciotole, tazze, filati e tessuti di rivestimento.

 

Un altro campo di applicazione di quelli che fino a poco tempo fa chiamavamo “avanzi del pranzo” è inoltre la fabbricazione di coloranti naturali, adatti alla lavorazione di pelli e tessuti, in particolare quelli impiegati per rivestire divani e poltrone, ma utilizzabili anche sui mobili.

 

Una prospettiva entusiasmante, specialmente per i fautori di un’economia produttiva al 100% eco-compatibile, da tempo in lotta contro gli inevitabili sprechi causati dai processi produttivi tradizionali: a partire da questi primi tentativi, si apre infatti di fronte a noi un orizzonte di progettazione industriale sempre più centrato sulla salvaguardia ambientale, sul riciclo e sull’impiego di tecniche e materiali naturali, in sintonia con le esigenze di sviluppo sostenibile via via più stringenti in ogni angolo del pianeta.

Questo articolo parla di:

Precedente

Amsterdam, il design in mostra per cambiare il mondo

Successivo

Nasce in Cina la libreria infinita

Megius, l’eleganza discreta del nuovo Separè Lux
Design

Megius, l’eleganza discreta del nuovo Separè Lux

È pensata per portare un tocco di sofisticata eleganza tanto negli hotel più raffinati quanto nei contesti residenziali...

Superare il sisma, il nuovo Edificio Polifunzionale sul Gran Sasso
Architettura

Superare il sisma, il nuovo Edificio Polifunzionale sul Gran Sasso

Ricucire le ferite ancora aperte dopo il dramma del terremoto del Centro Italia nel 2016 attraverso una progettazione...

La lampada Clochef di Massimo Iosa Ghini per Leucos
Design

La lampada Clochef di Massimo Iosa Ghini per Leucos

Si chiama Clochef la lampada a sospensione disegnata da Massimo Iosa Ghini per Leucos che si è recentemente aggiudicata il Good...