La nuova Centrale dell’Acqua di Milano La nuova Centrale dell’Acqua di Milano
Architettura

La nuova Centrale dell’Acqua di Milano

Scritto da Redazione |

12 Luglio 2018

L’acqua, bene primario, bene comune. A Milano MM, che dal 2003 gestisce il Servizio Idrico Integrato della città, ha deciso di creare uno spazio dedicato a questa immensa, delicata risorsa, alla sua gestione e ai suoi valori.

Nasce così la nuova Centrale dell’Acqua, riqualificazione della storica centrale di Cenisio, una delle più antiche centrali di pompaggio dell’acquedotto milanese – progettata sul finire del 1800 dall’ingegner Franco Minorini ed entrata in funzione nel 1906 –  e diventata oggi il primo spazio dedicato interamente all’acqua pubblica, al suo racconto e alla sua tutela, che rende fruibile a tutti i cittadini gli ambienti della centrale.

Un luogo esperienziale e multifunzionale, dunque, aperto alla cittadinanza e agli studenti, dove concentrare una serie di azioni diversificate e interdisciplinari per far conoscere l’acqua pubblica, incontrare i protagonisti di questo mondo, vivere laboratori interattivi, partecipare a dibattiti e momenti di formazione, leggere e informarsi sulle qualità dell’acqua che sgorga dal rubinetto.

Il concept progettuale messo a punto dal team integrato FUD e DEGW (entrambi brand del Gruppo Lombardini22, specializzati rispettivamente in brand design e consulenza strategica per lo spazio ufficio) nasce dall’unione di due sistemi valoriali: quello architettonico della centrale e quello dell’elemento acqua, producendo un immaginario multilivello: liquido, trasparente, milanese, contemporaneo, connesso.

Un concept in cui gli stati dell’acqua – solido, liquido, gassoso – si sintetizzano in forme grafiche e diventano tre pattern identitari, ognuno dei quali rappresenta un aspetto della nuova Centrale dell’Acqua: Architettura, Acquedotto, Digital; inoltre, dall’unione di architettura e acqua nasce anche la nuova palette cromatica, che alle diverse tonalità del blu associa i rossi dei mattoni che caratterizzano la facciata della storica centrale.

Sono cinque le aree che compongono la user experience, lungo un percorso immersivo e flessibile a seconda delle necessità e della tipologia di visita (culturale, informativa, interattiva, didattica):

 

  • Accoglienza, dove la reception dà il benvenuto e introduce gli ospiti agli spazi, luogo transitorio tra la dimensione solida (l’architettura appena attraversata) e quella liquida (il salone centrale con l’area pompe) in cui è possibile informarsi e sostare;
  • Library, uno spazio meeting dedicato a team di lavoro, incontri per piccoli gruppi o classi, e alla consultazione dei libri disponibili all’acquisto e al prestito;
  • Salone centrale, il nucleo pulsante dell’antico impianto, il vecchio locale pompe idriche dove, attraverso visori 3D, il visitatore è protagonista dell’originale operatività della centrale, tre banner verticali riprendono i pattern degli stati dell’acqua, accompagnano il visitatore ed esaltano l’altezza e i dettagli dello spazio, mentre l’architettura esistente è valorizzata e resa funzionale da complementi d’arredo su misura, con un’immensa proiezione sulla parete centrale evoca immaginari subacquei, e dal ballatoio ci si sposta all’interno del salone per fruire della ricchezza dei suoi contenuti storici, fotografici, cartacei e anche digitali;
  • Area multifunzionale, dove eventi, townhall, conferenze, spettacoli e workshop saranno possibili grazie alla flessibilità di questo luogo, in grado di riprodurre scenari totalmente differenti a seconda delle occasioni, mentre le pareti sono ricche di grafiche che raccontano della qualità dell’acqua e le analisi delle caratteristiche e un nuovo soppalco ospiterà mostre e installazioni temporanee, con una speciale trasparenza che permette la visione dell’area su cui è sospeso e un sorprendente affaccio sul locale pompe.
  • Virtual Reality, lla dimensione più gassosa (digital) della nuova centrale, in cui la tecnologia sorprende i visitatori e li coinvolge a 360 gradi in una esperienza virtuale, al confine tra virtuale e reale.

 

FUD e DEGW interpretano così una tematica centrale dell’oggi, che ha la necessità di radicarsi nella cultura e nella quotidianità di ogni cittadino, e lo fanno attraverso un luogo bello, esperienziale e coinvolgente, in grado di contribuire agli sviluppi di scenari futuri.

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