A Riccione, lo storico complesso industriale dell’ex Fornace Piva, situato lungo le sponde del Rio Melo, si appresta a vivere una seconda vita. Grazie a un ambizioso progetto di rigenerazione urbana curato da Politecnica Building for Humans, l’antico sito produttivo degli anni Trenta verrà trasformato nel nuovo Museo del Territorio, con un’apertura al pubblico prevista per febbraio 2027.
Un dialogo tra memoria e contemporaneità
Costruita nel 1908 dall’imprenditore Carlo Andrea Piva, la fornace è stata per decenni un motore economico fondamentale per la città grazie all’innovativo forno Hoffmann. L’intervento di Politecnica, selezionato tramite gara pubblica, punta a valorizzare l’archeologia industriale come occasione per generare nuove attività sociali e culturali. Il cuore del progetto consiste nell’inserimento di una nuova architettura contemporanea all’interno del recinto murario storico, concepita come una “teca trasparente” o “architettura d’aria”. Questa struttura leggera e reversibile dialoga con le murature antiche senza sovrapporsi ad esse, lasciando emergere le stratificazioni materiche e i segni del tempo.
Innovazione tecnica e simboli identitari
Il recupero ha richiesto soluzioni ingegneristiche all’avanguardia. Per stabilizzare le pareti storiche, Politecnica ha progettato un esoscheletro strutturale in acciaio capace di integrarsi con le aperture originarie. La nuova struttura interna utilizza sistemi costruttivi a secco, con solai e copertura in legno lamellare XLAM, garantendo elevata sostenibilità e reversibilità.
Uno degli elementi più iconici è la reinterpretazione della ciminiera crollata: un segno stilizzato in acciaio che restituisce al paesaggio urbano un landmark identitario, valorizzato nelle ore notturne da un sistema di illuminazione dedicato. All’interno, una scala principale “sospesa” e retroilluminata collega i due livelli, accentuando la percezione di leggerezza dell’intero intervento.
Un museo aperto alla città
Lo spazio, che si sviluppa su una superficie di circa 1.500 m², non sarà un semplice contenitore di reperti, ma un’istituzione viva. Il piano terra ospiterà una hall a doppia altezza, laboratori didattici, una caffetteria e una sala conferenze, mentre il piano superiore sarà dedicato agli spazi espositivi flessibili. Integrato in un sistema di verde pubblico e percorsi ciclopedonali, il museo si pone come elemento chiave per rafforzare la relazione tra la città e il paesaggio circostante.
Con questo intervento, Politecnica conferma il proprio approccio multidisciplinare, mettendo le competenze di architettura e ingegneria al servizio della comunità per trasformare il patrimonio storico in un bene comune proiettato nel futuro.


