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Architettura del sottrarre: la strategia progettuale dello studio Margine per la Masseria Caronte

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Nella campagna tra Lecce e Vernole, dove il fruscio degli ulivi accompagna il riverbero del mare poco distante, lo studio Margine ha dato nuova vita a Masseria Caronte. Questo luogo, storicamente dedicato all’allevamento ovino e alla produzione di filati, ha intrapreso nel 2024 un percorso di profonda metamorfosi per trasformarsi in un ristorante contemporaneo, su impulso di un gruppo di giovani imprenditori del territorio.

L’intervento si è concentrato sulla rimozione delle numerose aggiunte incongrue accumulate nel tempo, con l’obiettivo di restituire alla struttura l’antico fascino dell’opificio originario. Il nucleo storico della masseria è definito da un cortile quadrangolare protetto da alte cinte in pietra leccese, originariamente pensate per la custodia del bestiame, e da un corpo di fabbrica con tre stanze voltate. Nel corso dei decenni, la struttura aveva subito diverse alterazioni, tra cui l’aggiunta di corpi di fabbrica negli anni ’60 e interventi più invasivi negli anni ’90, che avevano introdotto solai in laterocemento, blocchi di cemento e una copertura posticcia che soffocava la bellezza dell’hortus conclusus.

© Marcello Mariana

La strategia progettuale adottata da Margine è stata dunque definita come una vera e propria architettura del sottrarre. Il lavoro ha previsto la rimozione delle sovrastrutture incoerenti e il camuffamento degli elementi antitetici, riportando alla luce l’immagine calda e pura della pietra leccese. All’interno di questa ritrovata purezza, la rifunzionalizzazione degli spazi si è articolata attraverso tre interventi: un banco per l’accoglienza, un focolare che anima la sala anni ’60 e una quinta architettonica posta a protezione della zona servizi.

Questi tre nuovi innesti sono stati realizzati in pietra di tufo e trattati con scialbatura a latte di calce, una scelta materica che permette di distinguere chiaramente l’intervento contemporaneo dalla fabbrica antica. Un motivo a cassettoni accomuna visivamente questi elementi, creando un filo conduttore all’interno del progetto.

© Marcello Mariana

Anche lo spazio esterno è stato rigenerato: liberato dalle vecchie coperture, il cortile ospita ora un dehor in corten e incannucciato grezzo, arricchito da paralumi in terracotta. La medesima attenzione per la semplicità e l’essenzialità si ritrova negli arredi, realizzati su misura in corten, pietra e legno per sottolineare il carattere rurale e autentico dell’intera operazione.