HomeArchitetturaBosco della Musica: il primo Campus aperto d’Italia rinasce a Rogoredo

Bosco della Musica: il primo Campus aperto d’Italia rinasce a Rogoredo

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Milano si prepara a inaugurare una nuova stagione di fermento culturale e architettonico con l’avvio del cantiere del Bosco della Musica, la nuova sede del Conservatorio Giuseppe Verdi situata nel quartiere di Rogoredo. Il progetto, affidato allo studio internazionale Settanta7 a seguito della vittoria di un concorso nel 2022, rappresenta un investimento monumentale di 61,6 milioni di euro volto a trasformare un’area di 17.400 mq in un polo formativo d’eccellenza.

L’iniziativa nasce come una potente operazione di rigenerazione urbana in una zona storicamente complessa, nota per le cronache legate al “Bosco della droga” nel Parco Cassinis. La volontà del Conservatorio è quella di offrire un’opportunità di riscatto sociale attraverso la cultura, creando il primo Campus aperto d’Italia. Mentre la sede storica di via Conservatorio manterrà i corsi di musica classica, la nuova struttura di Rogoredo ospiterà i percorsi dedicati a jazz, pop, rock ed elettronica, ampliando significativamente l’offerta formativa.

© Secchi Smith

L’architettura del complesso, curata da Settanta7 in collaborazione con un team multidisciplinare, trae ispirazione dalle forme organiche del bosco. Il concept progettuale evoca l’immagine di quattro foglie cadute e mosse dal vento, che si traducono in volumi dai profili sinuosi e dinamici. Il campus si articolerà in quattro edifici principali: un Auditorium da 400 posti caratterizzato da scandole ceramiche in sette cromie; una residenza universitaria da 200 posti letto; la rifunzionalizzata palazzina “Ex Chimici” per le scuole di rock e jazz; e uno spazio polifunzionale per la musica elettronica con annessi bar e ristorante.

Grande attenzione è stata rivolta alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica. Il complesso sarà uno smart building in grado di ottimizzare i consumi energetici in tempo reale. Per garantire il necessario isolamento acustico, gli impianti di climatizzazione sono stati progettati per essere silenziosi e non invasivi, utilizzando ventilconvettori insonorizzati e sistemi radianti. All’esterno, il progetto prevede un’arena estiva per concerti all’aperto, tetti verdi e prati fioriti pensati per favorire la biodiversità, integrando perfettamente la musica nel paesaggio urbano.