Il Mediterraneo in architettura: Matrix4Design incontra sanahuja&partners Il Mediterraneo in architettura: Matrix4Design incontra sanahuja&partners
Architettura

Il Mediterraneo in architettura: Matrix4Design incontra sanahuja&partners

Scritto da Giulia Guerra |

09 Luglio 2019

Se il Mediterraneo è la nostra casa, perché non renderlo protagonista anche dei luoghi in cui viviamo? Da anni lo studio di architettura spagnolo sanahuja&partners celebra la cultura mediterranea per farne il fulcro di ogni progetto, spaziando dalle grandi opere pubbliche ai complessi per uffici fino alle dimore private. Una mission che prende le mosse dalla culla della cultura europea per tradurre in architettura il delicato equilibrio tra uomini e natura, puntando su valori di benessere, innovazione, sostenibilità ed esperienza. Abbiamo incontrato Jaime Sanahuja di passaggio a Milano e ci siamo fatti raccontare qualcosa di più della sua interessante filosofia progettuale.

Come si traduce la cultura mediterranea nella vostra visione dell’architettura? Quali sono i tratti che la caratterizzano?

La nostra visione mediterranea dell’architettura si fonda su cinque elementi: il mare, come fonte di ispirazione e rinnovamento; la luce naturale; il paesaggio, dove l’uomo ha lasciato le sue tracce; la cultura, legata alla storia, alle tradizioni e al patrimonio artistico-architettonico; le persone, a partire dal cliente per cui lavoriamo fino agli utenti finali dell’opera. Ogni nostro progetto si sviluppa a partire da queste componenti.

Nei vostri progetti vi impegnate ad applicare i principi della biofilia. Ci raccontate in che cosa consiste il design biofilico e qual è il valore aggiunto degli edifici progettati in questo modo?

Se il Mediterraneo è per noi innanzitutto un modo di vivere e di concepire il benessere, l’architettura biofilica è lo strumento che ci permette di plasmare questa concezione in maniera scientifica. La biofilia (termine che significa “amore per la vita”) è infatti una disciplina progettuale che non si limita a piantare alberi o a creare giardini, bensì tiene conto della luce, della visuale, dell’ambiente e mira a sfruttare questi elementi per produrre benessere, il che coincide con la connessione con la natura. L’architettura biofilica punta sul rapporto con la natura, non solo in ottica emotiva ed emozionale, ma anche in termini tecnici di sostenibilità dell’edificio nel suo complesso.

Inoltre, il luogo in cui si trovano gli edifici è fondamentale, poiché la architettura è strettamente legata alla matericità del territorio e ai vari elementi paesaggistici. Per questo motivo, il nostro studio non vanta uno stile architettonico definito ma preferiamo adattarci all’ambiente in cui lavoriamo e collochiamo le nostre opere. Abbiamo un portfolio di progetti così ampio per genere e caratteristiche proprio perché ogni lavoro dipende dal cliente e dalla località.

Se doveste citarne solo un paio, quali sono le realizzazioni che meglio rappresentano la vostra filosofia progettuale?

Il primo esempio da segnalare è recente ed è Casa Spronken, la dimora che abbiamo realizzato nel 2017 per uno scultore olandese nell’entroterra della città di Valencia. La peculiarità del progetto, oltre al diffuso impiego del vetro, è rappresentata dalle colonne in calcestruzzo che emergono dal terreno e sono in realtà vecchi piloni recuperati dal Porto di Rotterdam.

Il secondo caso risale invece a vent’anni fa ed è il parco tecnologico IMPIVA a Castellon, un complesso di uffici che si inserisce all’incrocio delle due arterie principali della città e influisce sull’intero piano urbanistico, generando un ampio spazio verde e vuoto di costruzioni dall’effetto sorprendente, enfatizzato dalla predominanza materica del legno.

A che cosa vi ispirate?

La prima fonte d’ispirazione è sicuramente il cliente, con le sue richieste e i riferimenti che ci propone: noi siamo solo degli artigiani che cercano di plasmare l’idea del cliente. Inoltre, ad ispirarci sono anche le tradizioni e la storia dei luoghi in cui inseriamo le nostre opere, con il loro tessuto umano, sociale e culturale.

A che cosa state lavorando in questo momento?

Abbiamo diversi progetti in corso: complessi di uffici, che comprendono sia costruzioni nuove sia operazioni di restauro; la nuova biblioteca dell’Istituto Cervantes nel centro di Parigi; alcuni edifici a Porto, destinati ad avere funzione di showroom; hotel, residenze unifamiliari private e condomini sulla costa mediterranea; infine, un importante progetto di design d’interni per il bagno, realizzato in collaborazione con SCS Bath utilizzando materiali nobili come l’alluminio, la pietra e la ceramica. E tanti altri lavori sono in programma.

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