KAAN Architecten progetta il nuovo Istituto di Scienze Molecolari d’Orsay KAAN Architecten progetta il nuovo Istituto di Scienze Molecolari d’Orsay
Architettura

KAAN Architecten progetta il nuovo Istituto di Scienze Molecolari d’Orsay

Scritto da Redazione |

02 Novembre 2018

È lo studio olandese KAAN Architecten a firmare il progetto per il nuovo Istituto di Scienze Molecolari d’Orsay, parte del futuro campus dell’Université Paris-Saclay (Francia).  

Il nuovo edificio (ISMO) di forma rettangolare misura 10.000 metri quadrati ed è un elemento significativo in un’area di grande sviluppo architettonico, dedicata all’istruzione superiore, alla ricerca e all’innovazione e dotata di residenze, servizi e uffici. 

Il progetto rappresenta un modello esemplare di configurazione “urban-meets-rural”, con la struttura in cemento che emerge dalla foresta su un paesaggio collinare mentre un’ampia scalinata e una rampa si snodano da Rue André Rivière verso il piazzale : entrambe rivestite da piastrelle di cemento, conferiscono all’insieme l’allure di un palazzo italiano.  

Dal punto di vista architettonico, nell’edificio si intrecciano due anime contrapposte che compongono un’unica identità : da una parte c’è l’area votata alla ricerca che ospita laser, spettrometri e altri strumenti scientifici d’avanguardia, dall’altra gli eleganti e tranquilli uffici e le meeting room, disegnate per favorire la concentrazione e creare le condizioni ideali di lavoro. 

Mentre i laboratori, che mal tollerano la luce diretta, sono situati lungo il lato nord dell’edificio dietro un’elegante facciata continua, la facciata orientata a sud ospita gli uffici, dove massicci piloni e architravi in cemento formano una griglia rettangolare ; questa è caratterizzata da inserti vetrati, simili a nicchie, arretrati di 80 centimetri rispetto alla linea di facciata. 

Le ampie vetrate a tutt’altezza offrono viste mozzafiato sul contesto naturale, mentre, situata al centro della facciata, l’entrata è marcata da una deviazione del pattern e da un accesso vetrato, che con leggerezza si estende verso l’esterno. 

Entrando nell’edificio, uno spazio bianco e luminoso che si estende da cielo a terra si rivela al visitatore, con la luce diurna che inonda l’atrio grazie alla facciata e a un generoso lucernario: qui si trovano la reception, la caffetteria e un’ampia scalinata di accesso ai laboratori e all’area di parcheggio; sulla destra, una libreria a muro copre due piani, connessi da una scala a spirale in ferro. 

Inoltre, guardando verso l’altro, balconi rettangolari si proiettano nello spazio come perfette scenografie dedicate alla conversazione e allo scambio di idee, in una perfetta combinazione di luce naturale, spazialità e linee visuali. 

Negli uffici, a tutti i piani, i corridoi si diramano lungo le facciate, mentre le postazioni di lavoro, situate verso l’interno, affacciano su due grandi corti che donano luce naturale e sono state disegnate ad-hoc per consentire un maggior grado di privacy. 

Oltre ai laboratori di ricerca e analisi di dati scientifici, ISMO ospita le attività accademiche in un auditorium sospeso sopra l’atrio, tra il terzo e il quarto piano: l’inclinata sottostante l’area delle sedute dialoga con il lucernario, riflettendone e amplificandone la luce ; al suo interno, l’auditorium è finemente rivestito con un caldo legno di quercia. 

L’uniformità dell’edificio è garantita infine dal trattamento della facciata: i rettangoli e le consistenti rientranze del fronte principale si estendono fino agli angoli dell’edificio, piegandosi verso le facciate adiacenti, una strategia inclusiva che si riflette in tutti gli elementi complementari e nelle attività che si svolgono simultaneamente all’interno dell’Istituto. 

Un funzionalismo espressivo e ricercato che, anche in questo caso, lancia KAAN Architecten nell’olimpo degli studi più innovativi al mondo.

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