The Imprint, l’architettura “liquida” di MVRDV a Seoul The Imprint, l’architettura “liquida” di MVRDV a Seoul
Architettura

The Imprint, l’architettura “liquida” di MVRDV a Seoul

Scritto da Redazione |

08 Novembre 2018

“Coraggioso” è senza dubbio l’aggettivo più indicato per descrivere l’ultimo progetto realizzato dallo studio olandese MVRDV: si chiama The Imprint ed è un nuovo complesso di edifici situato nelle vicinanze dell’aeroporto di Incheon a Seoul.

Il complesso nasce come parte del resort di lusso Paradise City, di cui va a completare e potenziare l’offerta introducendo un parco a tema al coperto chiamato Wonder Box e un night club.

L’influenza del contesto è stata determinante per la costruzione dei due edifici, collegati da un cortile centrale condiviso: le forme delle finestre e delle porte delle strutture vicine sono state infatti replicate nel rilievo in facciata come se fossero impresse.

Le facciate scultoree sono senza dubbio l’elemento più spettacolare dell’intero progetto: dipinte di bianco e oro, si fluidificano in linee astratte bucandosi in alcuni punti fino a creare un sipario di finti archi e pieghe impossibili. 

Il nome “The Imprint” deriva infatti dalla tecnica di costruzione, che ha fatto ampio uso di tecnologia di stampa 3D per modellare i 3800 pannelli in fibra di vetro e cemento che ricoprono la facciata, facilmente riconoscibile dai passeggeri in arrivo all'aeroporto di Incheon. 

D’altro canto, l’accattivante design degli esterni, completamente privi di finestre, si riflette negli interni, in cui sono installati soffitti a specchio e pavimenti in vetro per un effetto autenticamente psichedelico. 

Un altro modo di esplorare l’architettura contemporanea.

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