HomeArchitetturaZucchetti Village a Lodi: l’architettura di Lombardini22 che rigenera la città

Zucchetti Village a Lodi: l’architettura di Lombardini22 che rigenera la città

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Lodi si trasforma. Il nuovo Headquarter del Gruppo Zucchetti, prima software house italiana, non è solo un complesso di uffici ma un manifesto di rigenerazione urbana firmato dallo studio Lombardini22. Situato in via Achille Grandi, il progetto si estende su una superficie di 25.000 mq e nasce dalla necessità di superare la frammentazione delle sedi aziendali per costruire un luogo capace di accogliere fino a 1.800 dipendenti in un’ottica di sharing, collaborazione e innovazione.

© Lombardini22

L’intervento ha preso le mosse da una sfida complessa: recuperare l’ex centro commerciale “My Lodi”, una piastra commerciale introversa e obsoleta, integrandola funzionalmente con la preesistente Torre Zucchetti, già rinnovata nel 2017. La strategia architettonica scelta da Lombardini22 si è basata su una trasformazione mirata che combina il riuso delle strutture esistenti con nuove addizioni volumetriche, trasformando quello che era un “residuo urbano” in una risorsa attiva e pulsante per il territorio.

© Matteo Piazza

Al cuore del complesso si trova una serra bioclimatica a doppia altezza, con copertura a shed vetrata, che funge da hall di accoglienza e dispositivo ambientale per la regolazione termica e la ventilazione naturale. Attorno a questo nucleo simbolico, la vecchia piastra è stata “alleggerita” attraverso lo svuotamento della parte centrale, ricavandone due corti interne alberate che garantiscono luce naturale e aria agli uffici. Il Village non è però uno spazio chiuso: oltre alle 1.200 postazioni di lavoro, ospita servizi aperti anche al quartiere come una banca, una farmacia, un auditorium, un ristorante e un’area wellness, promuovendo una reale permeabilità con il contesto urbano.

© Matteo Piazza

L’elemento di maggiore identità architettonica è il nuovo edificio in legno lamellare di sei piani fuori terra. Caratterizzato da una struttura ibrida in CLT (Cross Laminated Timber) e cemento armato, l’edificio mette in scena la sua materialità naturale con 22 pilastri alti 20 metri lasciati parzialmente a vista. Questa scelta non è solo estetica ma profondamente ecologica: l’uso di circa 1.600 m³ di legno ha permesso di sottrarre all’atmosfera 1.600 tonnellate di CO2, un impatto equivalente all’assorbimento annuale di 80.000 alberi.

© Lombardini22

Abbiamo immaginato un organismo che respira“, dichiara Marco Amosso, Partner di Lombardini22, sottolineando come l’obiettivo fosse restituire vita a una struttura esistente integrando funzioni semi-pubbliche e direzionali. Grazie a soluzioni come l’uso di acqua di falda per la climatizzazione, il recupero delle acque piovane e un esteso sistema fotovoltaico in copertura, lo Zucchetti Village si pone come un esempio di eccellenza allineato ai criteri di sostenibilità dell’Unione Europea. Il risultato è un’architettura accogliente, un “innesco” capace di generare nuove sinergie per l’intera comunità di Lodi.