Un equilibrio tra struttura, materia e leggerezza formale definisce Hashi, il nuovo tavolo presentato da Novamobili e disegnato da Matteo Zorzenoni. Ispirato ai tradizionali ponti giapponesi, il progetto interpreta la convivialità attraverso un linguaggio essenziale, dove lavorazione artigianale e ricerca progettuale si incontrano in una presenza scultorea. Il nome Hashi, infatti, richiama proprio il termine giapponese che significa “ponte”, evocando un’idea di connessione tra materia, spazio e relazione. Da questa suggestione nasce un arredo dal forte carattere architettonico, in cui rigore strutturale e purezza delle forme convivono in un insieme armonioso.
Il tratto distintivo del tavolo è la base scultorea in legno massello, composta da gambe oblique collegate da un traverso centrale. L’innesto strutturale rimane volutamente visibile, diventando al tempo stesso un dettaglio tecnico ed estetico e mettendo in evidenza la precisione costruttiva e il valore della lavorazione artigianale.

Nonostante i volumi importanti, Hashi mantiene una presenza equilibrata e leggera. Il progetto lavora infatti sulla sottrazione formale attraverso bordi morbidi, angoli smussati e profili sagomati, elementi che alleggeriscono la struttura e accompagnano la luce lungo le superfici.
La versatilità del tavolo è rafforzata dalla possibilità di scegliere tra tre differenti materiali per il piano, pensati per adattarsi a contesti e sensibilità estetiche diverse. Il legno esprime il calore di una raffinata interpretazione total wood, mentre il Light Stone in gres introduce una matericità più contemporanea. Il marmo, infine, aggiunge un carattere elegante e senza tempo.

Con Hashi, Novamobili propone così una sintesi tra artigianalità e cultura del progetto. Il tavolo supera la sua funzione quotidiana per diventare un elemento capace di definire lo spazio attraverso un design essenziale, materico e profondamente architettonico.



