Nel cuore della Borgogna, tra le antiche pietre del borgo medievale di Deux Rivières, rinasce una dimora che celebra il dialogo tra memoria rurale e abitare contemporaneo: “La casa del tempo ritrovato“. Firmato dall’architetto Fabrizio Fiorentino e dal suo studio parigino Atelier FCA, l’intervento ha restituito vita a un’antica abitazione di viticoltori. La casa è stata trasformata in una residenza di villeggiatura per una coppia franco-irlandese residente negli USA, concepita come luogo di ritorno alle origini e spazio di accoglienza per familiari e amici.
Il progetto si inserisce con discrezione nel contesto storico del villaggio, noto per la sua antica tradizione ceramica, lavorando per sottrazione ed equilibrio senza mai forzare il dialogo con l’esistente. La struttura principale di 160 m², sviluppata su due livelli, è pensata come un rifugio capace di accogliere una vita domestica intensa, scandita da incontri e lunghe vacanze. “L’idea non era quella di ‘ridisegnare’ la casa, ma di ascoltarla”, racconta Fabrizio Fiorentino, evidenziando come l’attenzione si sia concentrata su proporzioni, luce e materiali per trasmettere calma e una sensazione di tempo dilatato.
L’organizzazione degli ambienti riflette questa vocazione conviviale, privilegiando spazi comuni ampi e continui. Al piano terra, la vita domestica ruota attorno a un grande salone con cucina a vista e un bancone dalle dimensioni importanti. Il primo piano nasce invece dalla trasformazione dell’antico sottotetto in una zona notte riservata, che ospita tre camere, tra cui una suite padronale. La sfida architettonica principale è stata creare intimità in volumi dalle altezze monumentali di sei metri, preservando le capriate lignee originali. Questo equilibrio è stato raggiunto grazie a un meticoloso lavoro di falegnameria su misura, capace di ridisegnare le proporzioni e aprire punti di vista inaspettati.
La palette materica è essenziale: rovere naturale, mattoni a vista e intonaci chiari definiscono spazi contemporanei in costante dialogo con il carattere rurale dell’edificio. Il restauro, iniziato nel 2015 e proseguito con una seconda fase nel 2023, vedrà il suo completamento definitivo alla fine del 2026 con il recupero del granaio adiacente e degli spazi esterni.


