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Una tribuna “verde minerale” su Milano: ecco come sarà l’hotel di viale Scarampo

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Il panorama urbano di Milano si prepara ad accogliere un nuovo punto di riferimento architettonico nel cuore pulsante del quartiere Portello, a ridosso del sistema di CityLife e del complesso Allianz MiCo.

Prosegue infatti a pieno ritmo l’ambizioso percorso di rigenerazione dell’ex Polo Fieristico promosso da Fondazione Fiera Milano, culminando con il completamento dei lavori dell’hotel di viale Scarampo.

Progettata dal prestigioso studio AMDL CIRCLE di Michele De Lucchi, la torre che ospiterà l’hotel si innalza per ben 90 metri e 22 piani su un’area precedentemente destinata a parcheggio, grazie a un investimento complessivo di 66 milioni di euro. I lavori strutturali si concluderanno a gennaio, mentre l’apertura ufficiale al pubblico è prevista per settembre 2027 sotto l’insegna upper-upscale “UNA Esperienze Milano CityLife” di UNA Italian Hospitality, selezionata tra oltre 40 operatori internazionali.

Da sinistra: Michele de Lucchi, Founder di AMDL Circle, Giorgio Marchegiani, AD di Una Italian Hospitality, Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano, e Angelo Majocchi, Presidente di Nessi&Majocchi durante la visita in cantiere – 7 settembre 2026

Architettura d’avanguardia e integrazione urbana

L’edificio è concepito per ridefinire il concetto di ospitalità e interazione con lo spazio pubblico. Alla base, un podio vetrato alto sette metri accoglierà la reception, la hall, ampie lounge e gli uffici amministrativi, aprendosi direttamente su una nuova piazza urbana integrata con la fermata della metropolitana M5 Portello e riparata da una grande pensilina protesa verso il viale. La torre ospiterà 173 camere, distribuite in modo efficiente attorno a un nucleo centrale che separa nettamente i flussi verticali dalle aree destinate agli ospiti. Salendo verso la sommità, il volume dell’edificio si restringe progressivamente (un processo di rastremazione), generando una sequenza di terrazze panoramiche. Tra il 18° e il 21° piano, la torre si trasforma in una spettacolare tribuna panoramica che ospiterà un ristorante, uno sky lounge e un belvedere, con oltre 350 metri quadrati di terrazze affacciate sullo skyline milanese, sul parco di CityLife e sull’asse nord-occidentale della città.

Una facciata cangiante e ingegneria record

La vera firma distintiva del progetto risiede nella sua facciata materica, caratterizzata dal singolare colore “verde minerale” dell’acciaio, pensato per dialogare con il contesto senza confondersi con le vicine torri di vetro. Rivestita da pannelli di alluminio trattati a plissé e scandita da una griglia regolare di montanti con sottili lame verticali, la facciata “vibra” letteralmente con la luce solare. A seconda del punto di osservazione, le vetrate appaiono o scompaiono dietro le lame metalliche, alternando trasparenza frontale e opacità laterale. Queste lame svolgono inoltre una cruciale funzione tecnica, nascondendo gli impianti tecnologici all’interno dell’involucro stesso.

Sotto il profilo costruttivo, il general contractor Nessi & Majocchi S.p.A. (alla guida di un’Associazione Temporanea d’Imprese con Gualini S.p.A., Zaffaroni S.r.l. e Gianni Benvenuto S.p.A.) ha implementato innovative tecniche di industrializzazione ed edilizia prefabbricata. Questo approccio ha permesso ritmi di cantiere record: la realizzazione strutturale di quattro piani al mese, il montaggio dell’intera facciata a moduli prefabbricati in soli tre mesi e l’installazione di bagni interamente prefabbricati fuori opera (già completi di finiture e accessori) posizionati in parallelo all’avanzamento delle strutture portanti.

Uno sguardo al futuro

Durante la presentazione stampa organizzata al 21° piano del palazzo in costruzione, Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano, ha sottolineato come la rifunzionalizzazione dell’area — che nel 2029 accoglierà anche il nuovo centro di produzione RAI — valorizzerà il patrimonio cittadino, offrendo un’accoglienza potenziata per fiere e congressi.

A fargli eco è stato lo stesso architetto Michele De Lucchi, che ha rimarcato il valore architettonico del progetto, pensato per dare vita ad una struttura dotata di forte consistenza fisica, colore e presenza materica, capace di cambiare continuamente volto attraverso la luce del giorno in sintonia con il carattere multiforme di una città in costante mutamento come Milano.