HomeDesignVisio Mirror: materia progettuale per architetti e interior designer

Visio Mirror: materia progettuale per architetti e interior designer

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Con Visio Mirror, lo specchio entra nel linguaggio dell’architettura contemporanea come vera e propria materia progettuale. Il progetto nasce dalla visione del designer Mauro Olivieri ed è sviluppato da Antique Mirror, storica azienda di Siena specializzata nella lavorazione artigianale dello specchio. Il risultato è una ricerca che unisce progettazione e manualità, trasformando la superficie riflettente in uno strumento espressivo per architetti e interior designer.

Nel processo creativo di Visio Mirror è stata compiuta una scelta radicale chiamata NoDigitalPrint Method, ovvero escludere completamente il digitale dal trattamento della superficie, affidando la riproducibilità a un gesto umano controllato, artistico, capace di generare differenze reali e vibrazioni cromatiche mai identiche. Questa decisione diventa firma tecnica e certificazione d’origine, garantendo una profondità materica autentica, lontana dalla bidimensionalità dei pixel. Questa scelta è alla base delle prime quattro collezioni del brand, Gesti Nature, Ritmiche Nature, Mirror Weave e Signature.

La prima collezione, Gesti Nature, nasce dall’osservazione dei segni ricorrenti della natura: sabbie, terre arse, acque, ghiacci, muschi e cortecce. Questi elementi vengono ricomposti in una narrazione visiva in cui il segno diventa protagonista, tra pieni e vuoti, sulla superficie riflettente, inciso nella profondità dello specchio. La collezione si sviluppa nelle linee Sabbie e Terre, Acque e Ghiacci e Muschi e Cortecce, traducendo le tracce e le texture del mondo naturale in superfici materiche e vibranti.

Ritmiche Nature parte invece dalla ripetitività delle linee presenti in natura: boschi, bamboo e pietre stratificate. Il segno viene trasformato in ritmo e profondità, costruendo una superficie capace di svilupparsi anche su grandi dimensioni. Le lastre possono infatti essere accostate senza interruzioni, creando grandi superfici continue scandite da segni coerenti. La collezione comprende le linee Boschi, Foreste Bamboo e Pietre, dove la ripetizione diventa elemento progettuale e genera una percezione dinamica dello spazio.

In Mirror Weave, la ricerca si sposta sul mosaico e sul suo potenziale decorativo. Il taglio, da semplice necessità tecnica, diventa così elemento compositivo e assume la forma di una vera e propria tessitura. I segni richiamano tartan intrecciati e sovrapposizioni cromatiche, creando trame su trame che possono adattarsi sia a superfici piane sia tonde. La collezione è articolata nelle linee Tartan Arched e Tartan Plain, trasformando la superficie specchiante in una trama tridimensionale e stratificata.

Infine Signature, che rivela una profonda ricerca su superfici inedite attraverso complesse stratificazioni di colori e segni. Un’edizione limitata in cui la lastra, nel suo formato più grande, diventa un oggetto completo per il quale ogni reinterpretazione deve essere misurata e controllata.

Le grandi lastre specchianti di Visio Mirror (ciascuna misura 126,6×245,6 cm con spessore di 4/6 mm) sono in grado di costruire ambienti in continua variazione percettiva, possono essere forate, stratificate, tagliate, molate, bisellate e sagomate, diventando materia progettuale che non si limita a duplicare lo spazio ma lo interpreta dandogli una nuova identità. Inoltre sono progettate per spazi interni e possono essere utilizzate anche in ambienti normalmente umidi.