A Pesaro, il recupero delle antiche cantine vinicole di Villa Imperiale restituisce alla fruizione pubblica uno spazio rimasto a lungo inaccessibile. Un intervento al contempo fisico e simbolico, che riattiva un luogo di sedimentazione in cui materia e memoria si incontrano. Realizzata grazie al contributo del bando “Recupero dei paesaggi rurali” del PNRR, l’iniziativa vede la curatela di Alessandra Castelbarco Albani e il progetto architettonico, la direzione lavori e l’allestimento firmati da PLUS ULTRA studio.
Il nuovo percorso espositivo permanente trasforma gli ambienti sotterranei in un viaggio attraverso la storia della Villa e del territorio circostante. L’allestimento si sviluppa lungo cinque macrosistemi narrativi: il bosco come matrice storica e risorsa, l’acqua come infrastruttura idraulica invisibile, le architetture monumentali e rurali, le attività produttive di Casa Albani e i fondi coltivati del paesaggio agricolo. Le antiche cantine costituiscono il vero punto d’incontro di questi sistemi: qui l’acqua si raccoglie, il legno del bosco diventa materia d’opera e la terra trova il proprio centro di trasformazione vinicola.
Oltre alla presenza di oggetti, mappe e documenti d’archivio custoditi nelle teche espositive, l’esperienza di visita si completa con la sezione “La materia instabile del tempo”. Questa dimensione percettiva e contemporanea si avvale dei contributi video di NoText Azienda, del sound design di A Teardrop Sound e della ricerca fotografica di Federico Villa. Grazie all’intreccio tra ricerca archivistica e linguaggi artistici contemporanei, le cantine si trasformano in uno spazio vivo, in continuo dialogo tra memoria, trasformazione ed esperienza.


