Nel cuore pulsante di Milano, città dove il design si fonde indissolubilmente con la cultura dell’accoglienza, il recente progetto di ristrutturazione dell’area buffet e del ristorante dell’Hilton Milano segna un nuovo capitolo nell’hospitality di alto livello. Curato dallo studio ovre.design, sotto la direzione degli architetti Giulia Delpiano e Corrado Conti, l’intervento si configura come un colto omaggio alla tradizione delle dimore borghesi milanesi, trasformando uno spazio funzionale in un’esperienza sensoriale profonda.
Il progetto, completato nei tempi record di soli tre mesi grazie alla sinergia con il general contractor Bonfante, nasce con l’ambizione di essere un’estensione del concetto di “abitare”. L’atmosfera che si respira è quella di un’eleganza discreta, lontana da ogni ostentazione, dove l’ospite può ritrovare il calore e la raffinatezza tipici degli interni storici della città.
L’impianto spaziale è stato ripensato per evocare la successione di salotti e stanze comunicanti delle residenze d’epoca. Questa articolazione favorisce diverse modalità di fruizione: dalle banquette su misura in velluto verde oliva, che creano angoli protetti per momenti intimi, ad aree più aperte dedicate alla convivialità. La palette materica è ricca e avvolgente: legni scuri, dettagli laccati neri e tonalità calde che spaziano dal tabacco al verde bosco.
Un ruolo scenografico fondamentale è affidato alle tende color ruggine, che agiscono come vere e proprie quinte teatrali, offrendo percezioni dello spazio sempre diverse. Anche le superfici verticali sono state curate minuziosamente, con un dialogo tra rivestimenti tessili, pannellature decorative e carte da parati dal segno grafico.
L’identità del progetto è ulteriormente rafforzata dall’integrazione dell’arte contemporanea locale. Le tele astratte dell’artista Alessandra Bisi, caratterizzate da cromie intense, instaurano un dialogo diretto con gli interni, collegando l’hotel al fermento creativo milanese. Completano l’opera un’illuminazione misurata, dove applique lineari e corpi illuminanti scultorei valorizzano texture e profondità, e l’inserimento di una vegetazione rigogliosa che ammorbidisce le geometrie, migliorando il comfort acustico e visivo.
Con questo intervento, ovre.design non ha solo rinnovato un ristorante, ma ha tradotto la memoria locale in un linguaggio internazionale, offrendo un’estetica colta e autentica che racconta la Milano più vera.


