Il nuovo progetto di Studio Tortato è un omaggio alla domus romana Il nuovo progetto di Studio Tortato è un omaggio alla domus romana
Architettura

Il nuovo progetto di Studio Tortato è un omaggio alla domus romana

Scritto da Redazione |

11 Marzo 2019

Accade spesso che le frontiere più avanzate dell’innovazione trovino le proprie radici nel passato anche remoto. Per esempio, gli uomini dell’antichità già conoscevano i benefici di una relazione equilibrata tra uomo e natura, fondata sulla ricerca del benessere olistico e legata strettamente ai luoghi in cui si vive.

Oggi quella tensione verso il vivere bene nella totalità della propria dimensione abitativa risponde ai principi dell’architettura bioclimatica, gli stessi adottati dall’architetto Giuseppe Tortato per la realizzazione di un innovativo progetto residenziale di 300 metri quadri alle porte di Milano, il cui completamento è previsto per i primi mesi del 2020.

Il complesso si articola in edifici di due o tre piani con copertura a falda, alcuni ricordo di un passato rurale, altri più recenti tipici di un’edilizia degli anni ‘70/’80 costituita da villette monofamiliari e condomini pluripiano.

Le richieste della committenza erano chiare: una casa da vivere in totale serenità, accogliente e confortevole ma con tutte le garanzie necessarie in termini di sicurezza verso l’esterno, privacy e semplice manutenzione; gli spazi ampi e fruibili disposti su un unico piano con un seminterrato, la zona cucina e la sala da pranzo come uno spazio unicum o comunque integrabili; infine il verde come parte integrante di tutto il progetto.

Partendo da queste indicazioni, il team dello Studio Tortato ha recuperato dal passato il modello della prestigiosa domus romana, applicandovi in maniera rigorosa le norme dell’architettura bioclimatica, che rappresentano un tratto identitario dei progetti firmati dallo studio e sono portatrici di un approccio olistico fondato sulla sensorialità e sull’integrazione con la natura.

La forma della villa è dunque quella archetipica della casa a corte di memoria romana (ma anche orientale: gli antichi tulou, le case-fortezza della popolazione Hakka della Cina sud-orientale) e la luce del sole è all'origine del progetto, sia nella definizione geometrica dei volumi, sia nell'articolazione degli ambienti e dei percorsi interni che a loro volta raccontano momenti diversi della vita famigliare.

Vista dalla strada, la villa urbana è un'architettura quasi ermetica con le murature perimetrali esterne caratterizzate da minime fessure vetrate; all’interno invece l'edificio si apre su se stesso con grandi vetrate che si affacciano sul patio verde centrale, salvaguardando sia la privacy che la luminosità.

Il complesso risulta quindi passivo, poiché le murature esterne sono utilizzate per la loro inerzia termica ma  allo stesso tempo devono proteggere e separare, sia dal punto di vista termico sia da sguardi esterni non desiderati.

Attorno al patio centrale si affacciano sia la zona giorno, composta da soggiorno a doppia altezza, zona pranzo, cucina e camera per gli ospiti con bagno nell’ala sud-est, sia la zona notte composta da tre camere da letto e due bagni, con corridoio di collegamento verso la zona giorno, posta nell’ala Sud Ovest.

Il corridoio previsto a ovest ha poi il compito di creare una zona “cuscinetto” per mantenere le stanze dei bambini sempre fresche durante l’estate; allo stesso modo, bagni e cabine armadio sono poste a sud per proteggere la stanza matrimoniale.

La luce e gli elementi della natura hanno guidato la realizzazione del progetto: in particolare i secondi sono inseriti all’interno dell’abitazione e ne diventano parte integrante, sia nel patio centrale (in bella stagione, diventa il luogo di gioco per i bambini, “strettamente sorvegliato” da tutte le altre zone della casa: dalla cucina, dal soggiorno, dal soppalco a cui si accede tramite un passaggio creato ad hoc e anche dalla sala da the che si affaccia sulla sala a doppia altezza) sia intorno alla casa, avvolgendola e creando situazioni ibride in cui interno ed esterno si fondono, permeano l'edificio e lo proteggono.

Ne deriva un progetto concepito per dare vita ad un’oasi di pace e benessere, in cui si ha sempre voglia di tornare.

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