Architettura

Zaettastudio, la Casa Rossa sospesa nella natura

Marzo 24, 2022

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Zaettastudio, la Casa Rossa sospesa nella natura

 

Situata tra le colline del Veneto, la Casa Rossa appartiene alla famiglia del proprietario sin dal lontano 1920. Ora, dopo gli interventi avvenuti negli anni ’70, la famiglia ha deciso di riprogettarla ripristinando lo stato pregresso e apportando alcune novità. Il progetto è opera dell’architetto italiano Giorgio Zaetta di zaettastudio in collaborazione con l’artista messicano Martin Soto Climent.

casa rossa

La struttura

Tra le novità apportate allo stato originale della Casa Rossa c’è la nuova zona giorno, che pare come sospesa tra gli alberi presenti. Sono i frassini e carpini stessi che fanno da “tenda” con l’esterno grazie alle loro rigogliose foglie in estate e che, invece, lasciano libero sguardo nelle spoglie giornate d’inverno.

L’ampliamento è costituito da un padiglione vetrato su una palafitta di 90 mq ed è corredato da una nuova scala interna al fine di rendere indipendenti le due parti della casa, divisa e condivisa con i familiari.

Nel nuovo living affacciato sul bosco due grandi porte scorrevoli alte 4 metri con cornice di larice si aprono una a est su un balcone solarium e l’altra a ovest sulla scala ideata dall’artista Martin Soto Climent che scende al prato.

Una balconata stretta permette di percorrere il perimetro del padiglione senza impedire la vista del bosco a chi siede all’interno. Allo scopo i fili d’acciaio della ringhiera sono disposti in modo irregolare, per dialogare con il caos ordinato dei rami.

Le pareti a struttura metallica sono rivestite all’interno con grandi moduli di legno laccato bianco e all’esterno con tavole di larice, mentre il tetto è in lamiera zincata, sostenuto da una complessa travatura reticolare, e l’intercapedine è coibentata con lana di roccia.

Al fine di permettere all’acqua della pioggia di scendere lungo tutto il perimetro come un velo, non sono state applicate le normali gronde, sostituite da un terminale incavo a C lungo tutta la copertura che convoglia la discesa dell’acqua in modo uniforme.

A reggere il padiglione vi è infine una struttura di pali in acciaio zincati a caldo, del diametro di 13 cm, molto vicino al diametro medio degli alberi di Carpino nel bosco adiacente. I pali sono disposti con inclinazioni diverse non solo per il piacere estetico, ma per fungere da controvento e fare fronte alle esigenze di una zona ad alto coefficiente sismico.

 

Gli spazi interni

All’interno della Casa Rossa, lo stile scelto è quello dei mobili di design degli anni ’50 uniti ad alcuni pezzi d’arte molto intimi appartenenti alle collezioni del proprietario.
La scala, per esempio, così come il grande armadio e la stufa, sono in metallo mentre il pavimento è composto da tavole di recupero in abete, fatta eccezione per l’ingresso dove sono rimaste le mattonelle d’epoca in bianco e nero. Così come all’esterno, anche all’interno si trova un bosco, questa volta metallico, sul quale magari appendere tante piccole calamite portatrici di ricordi.