Architettura

Le Case del Prato, la distruzione diventa architettura

Settembre 24, 2020
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Le Case del Prato, la distruzione diventa architettura

 

Due piccole architetture in legno costruite con il legname recuperato dopo la tempesta di Vaia dell’ottobre 2018, che ha abbattuto 14 milioni di alberi: sono Le Case del Prato, due edifici progettati da AMDL Circle per aggiungere sei camere matrimoniali all’Hotel di lusso Zirmerhof di Redagno di Sopra, situato tra le verdi montagne dell’Alto Adige.

Il progetto ha trasformato questo legno abbattuto in un’installazione di arte e architettura: gli oggetti e gli spazi si contemplano e si completano a vicenda e le Case del Prato sono concepite come volumi scultorei.

Il legno di pino di recupero è stato utilizzato per le travi e per la costruzione di muri portanti, mentre le casseforme, i rivestimenti, le pareti e i pavimenti interni sono stati realizzati con il legno di larice di recupero; dal punto di vista formale, le linee curve dei tetti richiamano la forma dei tradizionali fienili, rivestiti con scandole di larice.

Gli interni scenografici sono resi possibili da Produzione Privata, l’azienda fondata da Michele De Lucchi per progettare e produrre oggetti sperimentali, supportando gli artigiani locali: in particolare, per richiamare i mobili antichi di una cascina, molti degli interni della Casa del Prato sono stati realizzati in noce e sono caratterizzati da alcuni elementi tipici dell’arredamento locale.

Il progetto Le Case del Prato trasforma dunque la distruzione in architettura, un massaggio di speranza contro il cambiamento climatico.