Architettura

Manifattura 4.0: a Alba un nuovo polo di innovazione tecnica per Ferrero

Settembre 2, 2021

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Manifattura 4.0: a Alba un nuovo polo di innovazione tecnica per Ferrero

 

Un nuovo polo di innovazione tecnica per Ferrero, dove far convergere l’identità aziendale, la storia e il know-how che contraddistinguono il lavoro del gruppo. Il Ferrero Technical Center, progettato da Frigerio Design Groupnasce dall’esigenza di riunire le attività di engineering dell’azienda, in particolare quelle destinate alla progettazione dei nuovi impianti di produzione, con l’officina dove vengono costruiti – attualmente situata in un’area esterna allo stabilimento.

A seguito di un concorso ad inviti indetto da Ferrero nel 2017, il progetto è stato affidato a Frigerio Design Group, che ha pensato a un edificio integrato nel territorio e sostenibile, capace di affiancare le funzioni direzionali e quelle operative: per una produzione automatica e interconnessa. Il nuovo polo, un edificio bioclimatico e nZEB (nearly Zero Energy Building) di 12.700 mq ospiterà oltre 200 dipendenti: il completamento dei lavori, iniziati nel 2020, è previsto per dicembre 2021.

Il Ferrero Technical Center sorge ad Alba, città intrinsecamente legata alla storia del gruppo, dove ha sede anche il più grande stabilimento italiano di Ferrero: il panorama, la natura e i colori del territorio delle Langhe ispirano il progetto architettonico e vengono reinterpretate attraverso geometrie astratte nelle tonalità del giallo e del rosso.

Un’architettura semplice e lineare cela alla vista impianti e parti tecniche; il volume compatto massimizza tutti gli apporti passivi e limita le risorse per la gestione e manutenzione. Sicurezza e comfort sensoriale sono i valori su cui si sviluppa l’intera architettura, pensata nel nome della qualità totale per rispondere ai principi della manifattura 4.0: automazione e interconnessione, reciprocità uomo / macchina e inserimento in uno specifico ecosistema. La tecnologia, presente in ogni aspetto del nuovo Polo, non è mai ostentata, ma sempre integrata armoniosamente in un’architettura riconoscibile e rassicurante.

Il progetto architettonico

Trasparenze e opacità definiscono un’architettura iconica: le aree destinate agli uffici, ubicate all’ultimo piano, si caratterizzano per le facciate trasparenti, mentre quelle che ospitano officina e impianti, ai piani inferiori, sono nascoste alla vista. Il grande atrio, interamente vetrato, si sviluppa su un’estremità del volume in tutta altezza, con una importante scala a collegare i tre piani dell’edificio.

L’officina è pensata con una pianta regolare, essenziale. Aperture nelle facciate catturano la luce naturale e proteggono dall’irraggiamento diretto del sole: l’architetto Frigerio le definisce “branchie”, veri e propri elementi che permettono all’edificio di respirare. I pannelli di tamponamento come rivestimento esterno scelti per quest’area sono dotati di faccia interna microforata e fonoassorbente, al fine di migliorare la qualità acustica degli ambienti e contenere l’inquinamento acustico verso l’esterno.

Sostenibilità e comfort architettonico

L’edificio, bioclimatico e nZEB (nearly Zero Energy Building), è stato sviluppato per ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica. Il volume è compatto, realizzato con materiali industriali, in prevalenza montati a secco: massimizza tutti gli apporti passivi (luce, aria e soleggiamento) e limita al minimo le risorse per la gestione e la manutenzione, contribuendo al tempo stesso a un’identità chiara e definita. Un impianto fotovoltaico sulla copertura garantisce una produzione di energia pari a 300 kW di picco.