Architettura

Maurizio Lai progetta il nuovo ristorante IYO Aalto a Milano

Gennaio 30, 2020

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Maurizio Lai progetta il nuovo ristorante IYO Aalto a Milano

Sorge nel cuore di Porta Nuova a Milano, affacciato su Piazza Alvar Aalto e ai piedi di Torre Solaria il nuovo ristorante IYO Aalto, progettato dall’architetto Maurizio Lai per veicolare un’idea inedita e contemporanea del Giappone.

I richiami alla tradizione nipponica sono molto sottili e il luogo esprime nuovi canoni estetici e una poetica della materia autonoma, dove la luce si fa strumento di racconto per accompagnare l’ospite alla scoperta di un nuovo livello di esperienza.

Lo spazio, di 320 mq, si snoda in un percorso che abbraccia la grande cucina a vista, la cantina, l’esclusiva saletta Sushi Banco e il Ristorante Gastronomico, mentre materiali naturali – legno di noce e porfido sono predominanti, poi ottone, pelle – si combinano con elementi sofisticati e tecnologici, per comunicare i valori fondanti dell’esperienza gastronomica firmata IYO.

La transizione dall’esterno all’interno è definita da un ingresso che introduce a una dimensione atemporale e onirica: una bussola con lastre in vetro float e specchi fumé dilata lo spazio, in un gioco di trasparenze e riflessi infiniti; all’interno si è accolti da un’installazione luminosa e un desk, realizzato in porfido grigio-verde fiammato e ottone, che con la sua forma organica introduce un dialogo tra forma e materia che continuerà per tutto il locale.

IYO Aalto è infatti caratterizzato dalla presenza discreta e costante di segni che caratterizzano tutte le superfici: piccoli intarsi in ottone annegati nelle doghe in legno dei pavimenti; code di rondine – anch’esse in ottone – che rievocano la cultura dell’alta falegnameria, sino alle viti degli arredi.

Le pareti, mai continue, definiscono e delimitano gli spazi senza isolarli mai del tutto, come l’imponente setto centrale in lastre di porfido “a spacco” affiancato a superfici bucciardate e tagli di vuoto; arredi e allestimenti realizzati interamente su disegno sono prodotti in collaborazione con Poliform Contract.

Il Sushi Banco ripropone per 8 coperti l’edomae zushi giapponese, un antico insieme di rituali dove i nigiri sono preparati davanti all’ospite: la parete di ingresso è realizzata con Brise Soleil in noce canaletto e lascia intravedere sia l’ambiente interno sia la grande vetrata che affaccia sul Bosco Verticale e la Biblioteca degli Alberi; il banco è in noce canaletto, con piano di lavoro e piatti in porfido grigio-verde levigato, caratterizzati da sottili intarsi in ottone; le sedute in pelle, con una struttura in olmo nero e un rivestimento su misura color cuoio, utilizzato anche per gli imbottiti della sala principale, sono prodotte da Poliform Contract.

Tra l’ambiente del Sushi Banco e quello del Ristorante Gastronomico, una scansione modulare in vetro contribuisce alla permeabilità degli ambienti, custodendo al suo interno antiche botti di Sakè.

Il Ristorante Gastronomico consiste in una sala pensata per accogliere un massimo di 38 coperti, dove il noce canaletto riveste tutte le superfici dello spazio e il soffitto si impreziosisce con lacunari in lamine di vetro float: un tocco di leggerezza per ritrovare i codici classici dei soffitti a cassettoni reinterpretati secondo un’estetica contemporanea.

L’illuminazione dei tavoli è affidata a faretti che restituiscono la luce dove serve senza alterare l’illuminazione complessiva della sala, mentre tre cabinet lignei a parete scandiscono lo spazio e, progettati su misura, ripresentano alcuni dei dettagli ricorrenti del progetto: le viti in ottone, il legno, la pelle, il vetro.

Inoltre, i tavoli in legno presentano intarsi in coda di rondine di ottone e, al centro, un piatto girevole in porfido grigio-verde; alle pareti si trovano pareti mobili scorrevoli in noce canaletto, che fungono da Brise Soleil e permettono di filtrare la luce esterna a seconda del momento e delle esigenze.

D’altro canto, la cantina a parete è una delle più grandi mai realizzate, 3,5 m x 10 m, con 6 diverse zone di temperatura, per ospitare fino a 1600 bottiglie; costituita da un’anima in acciaio inox lucido, presenta ante in vetro fumé riflettente (usato anche per il rivestimento del soffitto) e illuminazione interna.

La cucina è racchiusa in una teca vetrata, è progettata in ogni dettaglio, con un importante modulo custom che domina gli spazi; la trasparenza degli ambienti li rende permeabili allo sguardo non solo dall’interno, ma anche da Piazza Alvar Aalto, consolidando il rapporto tra ristorante e città; tutte le porte sono automatiche, con apertura tramite fotocellula per permettere agli chef e allo staff di muoversi con libertà in completa sicurezza.

Nei bagni, infine, linee luminose verticali e orizzontali giocano con superfici verticali scure, specchiate a tutta altezza, alternate a lastre di vetro retrolaccato; pavimenti e soffitti realizzati con lastre di graniglia in vetro riciclato, si riflettono moltiplicando lo spazio, creando un effetto inaspettato e aggiungendo un ulteriore livello di realtà al progetto, mentre lavabi e supporti sono realizzati su disegno in acciaio lucido, le specchiere tonde retroilluminate a led.

Il risultato è una celebrazione della tradizione nipponica che esalta pulizia e rigore formale, combinando l’eleganza del design e il piacere del cibo.