HomeArchitetturaSinfonia di granito: l’anima organica di Porto Rafael

Sinfonia di granito: l’anima organica di Porto Rafael

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Arroccata sulle suggestive alture di Porto Rafael, in Sardegna, la nuova villa progettata dallo studio Westway Architects rappresenta un esempio magistrale di come l’architettura contemporanea possa dialogare con la memoria del luogo. Lo studio romano, giunto al suo quarto intervento in Costa Smeralda, ha risposto alla richiesta della committenza reinterpretando il linguaggio organico tipico delle costruzioni locali degli anni Sessanta e Settanta.

La residenza, immersa in un lotto di 2.500 mq tra olivastri e ginepri, non si impone sul sito ma sembra emergere naturalmente dalla morfologia del terreno. Il progetto ha trasformato due preesistenze in cemento in un unico organismo architettonico dalle forme morbide e avvolgenti, capace di fondersi con gli affioramenti granitici circostanti. Un elemento centrale della composizione è proprio il rapporto con la roccia: il banco di granito retrostante sembra scivolare all’interno della casa, diventando parte integrante degli ambienti.

L’esperienza spaziale è definita dalla continuità tra interno ed esterno. Attraverso vialetti in granito si accede a un’abitazione dove ampie vetrate e patii proiettano la vita verso il mare. La piscina a sfioro agisce come una superficie d’acqua continua che unisce visivamente l’architettura all’orizzonte marino. I materiali scelti — marmo di Orosei bocciardato, intonaco di calce bianca, rovere e cannicciato — radicano l’opera nella tradizione materica sarda, declinata con una sensibilità essenziale e sofisticata.

La distribuzione funzionale si sviluppa su 195 mq: il piano principale ospita la zona giorno e le camere per figli e ospiti, mentre la suite padronale trova una dimensione di assoluta riservatezza nel torrino in copertura. Sopra la villa, la grande terrazza diventa un segno iconico: un tappeto ondulato di ceramiche di Vietri bianche e azzurre, disegnate su misura, che richiama il riflesso vibrante del mare. Ogni dettaglio conferma la volontà di creare un’architettura che non sia un gesto autoreferenziale, ma un’estensione armoniosa del paesaggio mediterraneo.