Architettura

WiP firma i nuovi uffici smart nell’Ex Olivetti a Pozzuoli

Marzo 29, 2021
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WiP firma i nuovi uffici smart nell’Ex Olivetti a Pozzuoli

 

Lo studio WiP Architetti ha di recente completato la realizzazione dei nuovi uffici di una multinazionale nel settore energetico all’interno del corpo C del Comprensorio ex Olivetti a Pozzuoli, intervenendo su una superficie di circa 3600 mq situata al piano terra dell’edificio in aggiunta a circa 125 mq di soppalco.

Trattandosi di un pezzo di storia dell’architettura e dell’imprenditoria illuminata, cioè la fabbrica nel verde, o meglio ancora, la fabbrica-territorio, nata dall’incontro tra Adriano Olivetti e Luigi Cosenza, architetto incaricato dello studio del Piano Regionale della Campania, lo studio ha agito in modo rispettoso di questa eredità.

Sorta a Pozzuoli nei primi Anni Cinquanta, la fabbrica Olivetti rappresenta un raro esempio di armonia tra architettura industriale e un contesto di straordinaria importanza paesaggistica: il complesso si articola in vari corpi di fabbrica caratterizzati da ampie vetrate e la distribuzione a croce richiama una “geometria primaria” perfettamente integrata col progetto di verde ambientale di Porcinai.

L’obiettivo di WiP Architetti nella progettazione degli spazi è stato quello di mantenerne la vocazione industriale, sia nella scelta dei materiali che nella progettazione impiantistica, in linea con le esigenze del cliente e con gli standard qualitativi richiesti.

L’area oggetto di intervento è suddivisibile in 3 macro-zone: l’ingresso, il corpo centrale (consistente in piano terra con annessa porzione di soppalco adibita a postazioni di lavoro e sale riunioni) e l’area posta perpendicolarmente al corpo centrale (adibita a postazioni di lavoro, sale riunioni, auditorium e locali tecnici).

Dopo una prima fase di strip out, si è prevista una ristrutturazione completa degli spazi sia dal punto di vista edile che impiantistico con l’obiettivo di garantire la massima flessibilità, creando spazi a tutt’altezza con impianti a vista che diventano parte integrante dell’architettura industriale, perfettamente integrati.

Per lo sviluppo del progetto, è stata data molta importanza alla luce naturale e al conseguente dialogo tra gli open-space e gli spazi verdi esterni: sono state sostituite le ampie finestrature, con affaccio sul mare e sul Vesuvio, mantenendo le dimensioni e tipologie originali con look industriale per non snaturare l’architettura del complesso, in linea con i vincoli della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli.

Internamente gli ampi open-space sono stati dotati di: pareti verdi che valorizzano l’ambiente e sono in grado di purificare l’aria, ridurre i rumori, indurre alla concentrazione e alla produttività, e ridurre lo stress; pannelli acustici a soffitto che mascherano parzialmente gli impianti a vista e offrono elevato isolamento contro il rumore interno; illuminazione differenziata a seconda della destinazione d’uso dello spazio, con livelli di illuminamento tali da soddisfare il comfort visivo richiesto.

Il conseguimento di un armonico rapporto tra uomo e natura rappresenta l’unicità della fabbrica di Pozzuoli, pertanto anche il sistema illuminotecnico, curato da Performance in Lighting, è stato concepito in modo da inserirsi rispettosamente nel contesto.

In particolare, l’illuminazione ha un ruolo fondamentale nella valorizzazione e fruizione degli spazi, quindi la fase progettuale ha richiesto una attenta pianificazione in grado di armonizzare tre differenti linee guida: grande attenzione al risparmio energetico; illuminazione studiata ad hoc per favorire il benessere degli operatori, migliorando l’operatività ed evitando l’affaticamento visivo; dialogo dinamico con l’illuminazione naturale che investe l’edificio.

In tutto il complesso si percepisce infine la fusione di due elementi cardine, benessere del lavoratore e grandiosità della natura, declinati in una ristrutturazione capace di rileggere in tono contemporaneo un patrimonio culturale visionariamente concepito e caparbiamente ottenuto già sessanta anni fa.