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Maledetto Design, un libro racconta storia e contraddizioni delle grandi icone

Aprile 19, 2019
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Maledetto Design, un libro racconta storia e contraddizioni delle grandi icone

Che cosa significa “design”? Che cosa distingue ciò che viene definito “design” da ciò che non lo è? A quali oggetti si può applicare questo termine e in base a quali criteri?

Sono domande a cui è difficile dare una risposta, perché quello di “design” è un concetto universalmente riconosciuto eppure estremamente sfuggente, tutti ne intuiscono l’essenza ma pochissimi sono in grado di delimitarne i confini.

Con l’intenzione di trovare una soluzione a questo problema si svolge il viaggio di Alessandra Coppa che, ne suo libro Maledetto Design, in uscita il prossimo 25 aprile per Centauria, ha interrogato progettisti e aziende ai quali si deve l’ideazione e la creazione di oggetti simbolo del concetto stesso di design, a tal punto iconici e rivoluzionari da aver contribuito in maniera decisiva a tracciare i confini di un’idea progettuale per natura poco incline alla classificazione.

Il volume, stampato in un’edizione pregiata, riunisce così più di 30 interviste a designer nazionali e internazionali (tra cui l’ultima rilasciata da Mendini prima della morte) che hanno progettato oggetti manifesto tutt’ora in commercio ed esposti, oggi, nei maggiori musei di arte contemporanea del mondo, come il Moma di New York, il Victoria & Albert museum di Londra o il Groinger Museum in Olanda. 

Con toni ironici e affascinati, qualche volta provocatori, il racconto si articola attorno allo sviluppo del processo creativo e alle sue fonti d’ispirazione, intervallando la voce degli intervistati con fotografie, testi critici e sezioni di approfondimento sugli oggetti più significativi, alla ricerca della magia poetica che è insita nella nostra vita quotidiana e negli oggetti che la “arredano” quasi a nostra insaputa.