Romani Saccani, così diamo forma alla luce Romani Saccani, così diamo forma alla luce
Design

Romani Saccani, così diamo forma alla luce

Scritto da Giulia Guerra |

06 Febbraio 2020

Un universo progettuale fondato sullo studio dei materiali e delle tecniche, sulla ricerca di una “sofisticata semplicità” e, soprattutto, sullo scambio costante di idee e suggestioni: è quello a cui lavorano ogni giorno gli architetti Michele Romani e Mauro Saccani, fondatori dello studio Romani Saccani Architetti Associati, specializzato nel product design e storico partner di grandi aziende italiane attive nel settore illuminotecnico per interni e arredo. In questa intervista esclusiva i due creativi ci hanno aperto le porte del loro mondo, raccontandoci i meccanismi che innescano il processo creativo, la storia delle loro creazioni più iconiche e gli obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro.

Quali sono gli elementi che contraddistinguono il vostro modo di progettare? Come si sviluppa il processo creativo?

MICHELE ROMANI Ogni nostro progetto nasce sempre allo stesso modo. Io e Mauro ci sediamo ad un tavolo uno di fronte all’altro e cominciamo a fare qualche schizzo in base al brief che abbiamo ricevuto, i fogli s’impilano e via via che disegniamo finiamo per influenzarci vicendevolmente. Selezioniamo poi i due o tre schizzi che ci sembrano più interessanti e quando abbiamo individuato il più convincente lo perfezioniamo insieme per poi dargli una dimensione e verificarlo trasferendolo a computer. Una volta stampato e definito come dimensioni e finiture, il prodotto viene lasciato “decantare” e se quando lo riprendiamo in mano capiamo che ci suscita ancora un’emozione, cioè lo riconosciamo come nostro e allo stesso tempo come espressione di novità nonostante il tempo trascorso, allora significa che è quello giusto. A quel punto lo completiamo in tutti i suoi aspetti, prepariamo la tavola e cominciamo a proporlo alle aziende.

Diadema

Tra i marchi simbolo del Made in Italy con cui collaborate c’è Vetreria Vistosi, per il quale avete realizzato le iconiche collezioni di lampade DIADEMA e PUPPET. Ci raccontate qualcosa di più di questi progetti?

MR Diadema è la nostra collezione d’esordio con Vistosi e risale addirittura al 2005, anche se ormai è diventato un bestseller da 15 anni in produzione. La caratteristica fondamentale di Diadema è quella di essere un sistema componibile molto versatile e molto personalizzabile. Nasce, su proposta della stessa Vistosi, attorno all’idea delle canne di vetro, che vengono agganciate singolarmente alla struttura con un sistema brevettato di molle radiali, lavorando su un’alternanza di tre altezze distinte per dare maggiore ricchezza e novità al prodotto. Per quanto riguarda la luce, la canna si comporta come conduttore ottico e scompone il flusso luminoso con un effetto ad anello; inoltre, sempre per l’effetto di conduzione della canna di vetro, che peraltro è piena e ha un certo peso, le teste risultano tutte luminose. Diadema esiste in numerosissime versioni, realizzate anche su misura, passando da dimensioni molto ridotte a soluzioni molto grandi, perché tutto dipende dalla forma a cui agganciare le canne. Questo rende la soluzione estremamente versatile, adatta a contesti classici oppure più contemporanei.

Diadema

MAURO SACCANI Diadema è nata dalla visita alla vetreria Vistosi e dall’input del titolare Matteo Moretti, che da anni intendeva usare delle bacchette in vetro pieno per realizzare una lampada perché loro sono uno dei pochi produttori esistenti di questo elemento. La nostra idea ha quindi unito questa esigenza a quella di creare una soluzione luminosa in cui il vetro fosse predominante e scomparisse la montatura, che qui è sì complessa ma nascosta. Infine, abbiamo utilizzato, come in tutti i nostri progetti, una forma semplice, il cilindro, senza banalizzarla ma rendendola dinamica e contemporanea grazie alla sfrangiatura. Prova del suo valore di novità e unicità è anche il fatto che l’ADI Index l’ha inclusa nella selezione di quell’anno.

Puppet

E la PUPPET?

MS Per quanto riguarda la Puppet facciamo un salto al 2019, anche se le prime versioni risalgono al 2015 e al 2017. L’idea nasce dalla volontà di proporre in una veste nuova il lampadario muranese in vetro a bracci, in cui i bracci diventano il filo strutturale di un nuovo lampadario che può essere modulato in termini di dimensione e numero dei bracci. L’obiettivo è anche quello di far percepire la maestria del mastro vetraio che soffia il vetro e rende unico ogni pezzo. Abbiamo voluto rielaborare la tipica tecnica muranese del rigadin, di solito realizzata con un’impronta omogenea e simmetrica: a partire dalla forma semplice di una sfera abbiamo così creato delle costolature asimmetriche e disomogenee, scomponendo il lampadario tradizionale tramite fili regolabili in varie configurazioni di sfere. In questo modo, grazie alle variazioni di linee e di spessori, la luce stessa si scompone e arricchisce l’ambiente di riverberi luminosi producendo un effetto decorativo unico. Nasce così un prodotto che attinge alla tradizione antica dell’arte vetraria muranese, la rinnova e la valorizza in modo contemporaneo.

Puppet

MR Negli anni poi la Puppet si è evoluta in una nuova versione a caduta, aumentando le dimensioni delle sfere e ampliando così la gamma di composizioni possibili, fino ad arrivare nel 2019 alla nuova RING, ispirata ad una forma floreale: essa impiega tutte e tre le dimensioni di sfere montate però su tre anelli di metallo di dimensioni diverse, mentre anche la collocazione del vetro prende tre differenti direzioni, verso l’alto, laterale e verso il basso. Gli anelli sono aggregabili e stiamo tuttora lavorando su nuove possibili evoluzioni, puntando ad aumentare ulteriormente le configurazioni disponibili del lampadario semplificandone al tempo stesso il processo di realizzazione.

Ikebana

Tra le novità più recenti c’è invece IKEBANA, la collezione luminosa realizzata per Multiforme. Quali sono le sue caratteristiche?

MR Nel 2017 siamo stati contattati dall’azienda veneta specializzata nel vetro soffiato, che ci ha chiesto una proposta che potesse reinterpretare gli stilemi classici tipici del marchio Multiforme in chiave contemporanea. Nasce così Ikebana, una reinterpretazione del lampadario tradizionale con i bracci disposti a raggiera in orizzontale: siamo intervenuti su questo archetipo, scomponendolo e riposizionando i bracci singolarmente in verticale. I bracci diventano quindi, nei fatti, la sola citazione del lampadario storico e vengono appesi uno per uno ai cavi appositi, con la possibilità di creare varie composizioni di elementi. Il nome Ikebana è proprio un richiamo ai fiori e alla loro composizione in bouquet sempre diversi.

MS Inoltre, abbiamo scelto di utilizzare un vetro puro, cristallino, privo di lavorazioni, coordinandolo tono su tono alla montatura e al cavo, con diverse opzioni combinatorie (vetro giallo e montatura in ottone, oppure vetro rosa e montatura in rame e così via). Il rosone, d’altro canto, non è un cerchio puro ma si caratterizza per l’applicazione di una lamiera a taglio laser con un bordo sfrangiato che riprende le modanature degli stucchi a soffitto. La struttura risulta quindi elegante e minimale, ma la forma è elaborata e appariscente, ricca e preziosa così come lo è la grande tradizione italiana della lavorazione del vetro, qui aggiornata allo spirito del tempo.

Ikebana

Obiettivi per il futuro?

MR Stiamo già lavorando alle collezioni che presenteremo ad Euroluce 2021. Ci saranno novità con Vistosi, con Multiforme e, speriamo, anche con altre aziende. L’obiettivo resta quello di non conformarci mai alle tendenze e di valorizzare l’eredità dei brand, prendendo le mosse dalla loro storia e dal loro know-how per immaginare nuove direzioni e nuovi prodotti.

 

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