Serramenti, una sfida “su misura”: Matrix4Design incontra Capoferri Serramenti, una sfida “su misura”: Matrix4Design incontra Capoferri
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Serramenti, una sfida “su misura”: Matrix4Design incontra Capoferri

Scritto da Redazione |

16 Gennaio 2019

Cominciata nel 1894 ad Adrara San Martino, in provincia di Bergamo, la vicenda di Capoferri è innanzitutto una grande storia di imprenditorialità italiana: in 125 anni di attività, infatti, l’azienda nata come laboratorio di falegnameria ha saputo imporsi a livello internazionale quale punto di riferimento per la realizzazione di serramenti su misura, coniugando la maestria dell’artigiano con le risorse fornite dalla tecnologia più innovativa. Un percorso fatto di tradizione e professionalità ma anche dell’ambizione di realizzare le visioni delle più grandi firme dell’architettura mondiale, dando realtà concreta a progetti prima di allora definiti “impossibili”.

 

Oggi, presso la Triennale di Milano, Capoferri è, con alcune delle sue realizzazioni più prestigiose, al centro di una grande mostra dedicata al tema del “costruire sul costruito”: ne abbiamo approfittato per farci raccontare dal Presidente Sergio Capoferri i segreti di un’azienda che da più di un secolo non smette di guardare sempre avanti.

 

Cominciamo dalla mostra Re-build in the built environment, in corso fino al 20 gennaio alla Triennale di Milano: il marchio Capoferri non è soltanto il promotore dell’evento ma anche suo principale protagonista, essendo intervenuto in tutti e quattro i progetti presentati. Che cosa significa per voi questa iniziativa? Qual è il messaggio più importante che emerge dal racconto di un’architettura in bilico tra passato e presente? 

«Capoferri nasce come falegnameria artigianale centoventicinque anni fa, per specializzarsi poi nella realizzazione di serramenti su misura, coniugando la qualità manifatturiera dell’artigianato con le risorse della grande industria.

Nel tempo abbiamo avviato collaborazioni con i maggiori progettisti della scena internazionale, dando vita a soluzioni inedite e su misura, senza limiti di scala o genere. Ci siamo confrontati non solo con costruzioni ex-novo, ma spesso anche con architetture preesistenti: interventi che hanno richiesto e richiedono la definizione di soluzioni dedicate, in grado di assicurare le massime prestazioni tecniche nel pieno rispetto del costruito (che a volte è anche patrimonio storico e culturale, vincolato dalle rigide norme dettate delle Soprintendenze).

Questi contesti sono senza dubbio quelli più impegnativi, ma al tempo stesso stimolanti: bisogna intervenire nella maniera meno invasiva possibile senza compromettere la qualità delle soluzioni offerte. L’anno europeo dedicato al Patrimonio Culturale ci sembrava l’occasione migliore per raccontare e promuovere il delicato compito dell’architettura contemporanea – e di tutti i suoi attori – nell’intervenire in contesti storici, nel preservare e valorizzare quei Beni unici che abbiamo ricevuto in eredità.»

 

A questo proposito, Capoferri ha maturato una grande esperienza nel concepire e realizzare soluzioni per edifici che fanno parte a tutti gli effetti del patrimonio culturale costruito, in Italia e all’estero. Qual è la chiave per intervenire su progetti di restauro così delicati, fornendo un prodotto funzionale e innovativo senza tuttavia intaccare il valore storico e l’identità di una struttura?

«L’unica strada per rendere moderne, sicure, fruibili e contemporanee le molte architetture esistenti soggette alle attenzioni e tutele delle Soprintendenze è quella di lavorare su misura, attraverso un continuo lavoro di ricerca e sperimentazione. Si parte dal confronto con il progettista e la Sovrintendenza, dall’identificazione delle loro necessità e dei vincoli, per poi definire soluzioni capaci di soddisfare tutte le diverse esigenze, coniugando le esigenze storiche con quelle estetiche, quelle di efficienza energetica con prestazioni e sicurezza. Sono progetti delicati, in cui è necessaria una forte sensibilità e capacità artigianale, e al tempo stesso le migliori tecnologie, per riuscire ad intervenire al meglio e nel pieno rispetto del patrimonio esistente.»

 

Come azienda avete collaborato con le più grandi firme dell’architettura, da Renzo Piano a Michele De Lucchi, da David Chipperfield ad Antonio Citterio. Quali caratteristiche deve avere un serramento per soddisfare le esigenze dei grandi progetti contemporanei? Che cosa vi chiedono gli architetti?

«Anche per i grandi studi di architettura con cui collaboriamo le soluzioni custom-made sono quelle più richieste. Con il nostro lavoro ampliamo le possibilità espressive degli architetti, dando vita a soluzioni che soddisfino le esigenze più complesse: serramenti di grandi e grandissime dimensioni, con meccanismi automatizzati, alzanti e scorrevoli, basculanti, a scomparsa, in un attento equilibrio tra estetica e tecnologia, stile architettonico e interior design. Le soluzioni estetiche sono uniche e sempre studiate per inserirsi all’interno della singola architettura e progetto, senza mai scendere a compromessi in quanto a tecnologia e performance.»

 

Bellezza estetica e innovazione tecnologica sono per l’appunto due capisaldi dell’offerta targata Capoferri: come si trova l’equilibrio tra queste due sfere complementari? 

«Quello tra bellezza estetica e innovazione tecnologica non è per noi solo un obiettivo, ma una conditio sine qua non che ci guida da sempre nel definire serramenti e soluzioni su misura. L’equilibrio si trova grazie al know-how, all’esperienza, a una costante ricerca – tecnica come estetica -, al confronto con i progettisti, a un modo di pensare e progettare al di fuori degli schemi, tutti elementi che da 125 anni fanno parte del nostro DNA e costituiscono ormai elementi imprescindibili della cultura Capoferri.»

 

 

Obiettivi per il futuro? 

«Lavoriamo pressoché in ogni continente e nel futuro l’obiettivo è rafforzare sempre di più la nostra presenza e rete internazionale, soprattutto negli Stati Uniti. Si tratta di un Paese con cui abbiamo iniziato a lavorare negli anni ’70 e da allora abbiamo maturato una storia comune, con collaborazioni sempre più importanti e frequenti. La presenza sul territorio si è naturalmente consolidata: nel 2013 abbiamo aperto una sede di rappresentanza a New York e nel 2018 abbiamo costituito la Capoferri USA Inc. Stiamo lavorando per offrire un supporto sempre maggiore ai rappresentanti e distributori locali, creando una struttura commerciale sempre più capillare ed efficace con cui i nostri clienti si possano relazionare direttamente, trovando tutto il supporto necessario nel minore tempo possibile.»

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