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Metamorfosi a Milano: MIA Photo Fair 2026

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Milano torna ad essere la capitale mondiale della fotografia. Presso gli spazi del Superstudio Più si è tenuta la quindicesima edizione di MIA Photo Fair, l’appuntamento di riferimento per il collezionismo e la cultura dell’immagine in Italia. Organizzata da Fiere di Parma, sotto la direzione di Francesca Malgara, per il terzo anno consecutivo alla guida della kermesse, la fiera si snoda quest’anno attorno a un concetto cardine: la Metamorfosi.

© Andrea Boni

Il percorso espositivo si apre con riflessioni urgenti sulla contemporaneità. La sezione dedicata al cambiamento climatico è dominata dalle visioni apocalittiche di Pablo Genoves, mentre l’opera Another England di Phillip Toledano trasporta il pubblico in un’Inghilterra sospesa, dove monumenti iconici come Stonehenge emergono da una nebbia ironica e surreale. Qui, la memoria collettiva si fonde con il digitale, annullando il confine tra ciò che è reale e ciò che è costruito.

© Andrea Boni

Con 111 espositori , tra cui 76 gallerie, MIA 2026 conferma il suo respiro globale. Il visitatore è guidato da un codice cromatico attraverso quattro aree tematiche principali:

Beyond Photography – Dialogue: è la sezione dove la fotografia “esce dalla cornice” per dialogare con scultura, pittura e performance in un percorso di esplorazione della libertà di espressione e del dialogo tra idee e linguaggi.

© Andrea Boni

Focus Latino: un viaggio nell’identità ibrida. Gli scatti di autori iberici internazionali indagano i temi della migrazione e delle mutazioni culturali. Un percorso che ha le sue radici geografiche e culturali in America Latina e propone una visione aperta, dinamica e plurale delle diverse identità delle comunità latine nel mondo.

© Andrea Boni

Reportage Beyond Reportage: questa sezione invita a una “slow photography”. In un mondo saturo di istantanee digitali, l’obiettivo è recuperare lo scatto come strumento di analisi profonda della realtà. In questo scenario di algoritmi e intelligenze artificiali, il celebre fotografo Jimmy Nelson rivendica il valore del metodo classico. “Forse dovremmo trovare un nuovo nome per la fotografia moderna, ormai guidata dagli algoritmi,” ha dichiarato Nelson. “Io continuo a usare il banco ottico analogico perché considero la fotografia un’arte tradizionale. Il reportage rimane soggettivo: ciò che mostro è la mia verità”.

© Andrea Boni

In un’edizione di MIA Photo Fair dedicata alla Metamorfosi, la posizione di Nelson funge da àncora. Mentre la fiera esplora NFT, ologrammi e metamorfosi digitali, lui ci ricorda che la trasformazione più profonda non avviene nei pixel, ma nello sguardo dell’uomo che decide di fermarsi davanti al mondo.

© Andrea Boni

Anche quest’anno si consolida la Partnership MIA Photo Fair & BNL BNP Paribas che in qualità di Title Sponsor non si limita al sostegno economico, ma integra nella fiera i propri valori di sostenibilità e inclusione attraverso progetti speciali.

© Andrea Boni

La fiera mette in palio un montepremi complessivo di circa 80.000 euro, suddiviso in diversi riconoscimenti prestigiosi: il principale prevede l’acquisizione dell’opera vincitrice da parte della Banca. Quest’anno l’opera vincitrice dell’Edizione 2026 “Sciame di Dirigibili” dell’artista messicano Hector Zamora sarà inserita nella collezione artistica della Banca che comprende oltre 5.000 pezzi. Con questa iniziativa il Gruppo promuove la fotografia come strumento per interpretare le trasformazioni della società moderna, sostenendo attivamente il mercato dell’arte contemporanea.