Lodi si trasforma. Il nuovo Headquarter del Gruppo Zucchetti, prima software house italiana, non è solo un complesso di uffici ma un manifesto di rigenerazione urbana firmato dallo studio Lombardini22. Situato in via Achille Grandi, il progetto si estende su una superficie di 25.000 mq e nasce dalla necessità di superare la frammentazione delle sedi aziendali per costruire un luogo capace di accogliere fino a 1.800 dipendenti in un’ottica di sharing, collaborazione e innovazione.

L’intervento ha preso le mosse da una sfida complessa: recuperare l’ex centro commerciale “My Lodi”, una piastra commerciale introversa e obsoleta, integrandola funzionalmente con la preesistente Torre Zucchetti, già rinnovata nel 2017. La strategia architettonica scelta da Lombardini22 si è basata su una trasformazione mirata che combina il riuso delle strutture esistenti con nuove addizioni volumetriche, trasformando quello che era un “residuo urbano” in una risorsa attiva e pulsante per il territorio.

Al cuore del complesso si trova una serra bioclimatica a doppia altezza, con copertura a shed vetrata, che funge da hall di accoglienza e dispositivo ambientale per la regolazione termica e la ventilazione naturale. Attorno a questo nucleo simbolico, la vecchia piastra è stata “alleggerita” attraverso lo svuotamento della parte centrale, ricavandone due corti interne alberate che garantiscono luce naturale e aria agli uffici. Il Village non è però uno spazio chiuso: oltre alle 1.200 postazioni di lavoro, ospita servizi aperti anche al quartiere come una banca, una farmacia, un auditorium, un ristorante e un’area wellness, promuovendo una reale permeabilità con il contesto urbano.

L’elemento di maggiore identità architettonica è il nuovo edificio in legno lamellare di sei piani fuori terra. Caratterizzato da una struttura ibrida in CLT (Cross Laminated Timber) e cemento armato, l’edificio mette in scena la sua materialità naturale con 22 pilastri alti 20 metri lasciati parzialmente a vista. Questa scelta non è solo estetica ma profondamente ecologica: l’uso di circa 1.600 m³ di legno ha permesso di sottrarre all’atmosfera 1.600 tonnellate di CO2, un impatto equivalente all’assorbimento annuale di 80.000 alberi.

“Abbiamo immaginato un organismo che respira“, dichiara Marco Amosso, Partner di Lombardini22, sottolineando come l’obiettivo fosse restituire vita a una struttura esistente integrando funzioni semi-pubbliche e direzionali. Grazie a soluzioni come l’uso di acqua di falda per la climatizzazione, il recupero delle acque piovane e un esteso sistema fotovoltaico in copertura, lo Zucchetti Village si pone come un esempio di eccellenza allineato ai criteri di sostenibilità dell’Unione Europea. Il risultato è un’architettura accogliente, un “innesco” capace di generare nuove sinergie per l’intera comunità di Lodi.


