HomeDesignDalla memoria all’innovazione: Serena Biella racconta la Tortona Design Week 2026

Dalla memoria all’innovazione: Serena Biella racconta la Tortona Design Week 2026

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Mentre il mondo accelera verso un futuro spesso indecifrabile, la Tortona Design Week 2026 sceglie una direzione controcorrente: fermarsi, riflettere e guardare indietro per progettare meglio. Dal 20 al 26 aprile 2026, lo storico distretto milanese si trasformerà in un laboratorio a cielo aperto dove l’innovazione non è un salto nel vuoto, ma una rilettura critica e consapevole della nostra storia progettuale. Abbiamo parlato con Serena Biella, responsabile della comunicazione di TDW 2026, per approfondire il concept “THINKING BETTER, Look back to Shape the Future”. In questa conversazione, Serena ci guida attraverso una visione del design inteso come responsabilità culturale, capace di rimettere l’essere umano — con i suoi bisogni di relazione e benessere — al centro della scena internazionale.

Serena, perché “guardare indietro” in un mondo che corre verso l’ignoto?

Il tema “THINKING BETTER, Look back to Shape the Future” nasce dalla consapevolezza che il futuro non si costruisce nel vuoto, ma attraverso una rilettura critica e consapevole di ciò che è stato. Guardare indietro non significa essere nostalgici, ma riconoscere il valore di gesti, forme e relazioni che hanno funzionato, per reinterpretarli in chiave contemporanea.

In un momento storico segnato da accelerazione e incertezza, crediamo sia fondamentale rallentare per scegliere meglio: il design diventa così uno strumento culturale capace di trasformare la memoria in innovazione, integrando artigianalità e tecnologie sostenibili.

“Le persone, non l’oggetto, al centro”: come si traduce nelle installazioni?

Questo principio si concretizza in esperienze progettuali che privilegiano relazione, partecipazione e benessere. Le installazioni non sono più semplici oggetti da osservare, ma spazi da vivere.

Un esempio è Corpografia – Paesaggio di Donna, che si configura come un ambiente accogliente e relazionale, pensato come un’“isola urbana” dove il corpo diventa architettura e spazio condiviso. Oppure Urban Jungle, che mette l’individuo al centro di un ecosistema sensoriale che stimola connessioni tra natura, design e sostenibilità.

In questo senso, il design si trasforma da prodotto a esperienza, mettendo al centro le persone e le loro interazioni.

Memoria e innovazione: come convivono nei brand automotive e tech?

La presenza di realtà come Hyundai, Lotus, Toyota e Konzepthaus evidenzia come memoria e innovazione siano oggi parte di un unico processo progettuale.

Konzepthaus, con Haus of Automotive, crea una piattaforma di confronto internazionale che mette in dialogo industria, design e innovazione, sottolineando come il futuro della mobilità nasca da una continua contaminazione di competenze e visioni. Allo stesso tempo, brand come Toyota valorizzano il proprio heritage affiancandolo a nuovi scenari legati alla sostenibilità e all’AI, mentre Hyundai racconta il passaggio dall’idea alla forma come processo creativo in evoluzione. Lotus, con “IN PROGRESS”, interpreta il design come un percorso aperto e dinamico, dimostrando che innovazione significa anche capacità di rileggere continuamente il proprio linguaggio.

In questo contesto, la memoria non è un archivio statico, ma una risorsa attiva che alimenta l’innovazione e orienta il futuro del design della mobilità.

Qual è l’impatto delle iniziative dedicate ai giovani?

Le iniziative dedicate a studenti e giovani professionisti rappresentano un investimento concreto sul futuro del design.

Progetti come i workshop di automotive design o i percorsi educativi legati alla sostenibilità trasformano la Design Week in una piattaforma formativa oltre che espositiva. Non si tratta solo di mostrare, ma di trasmettere competenze, visioni e responsabilità.

L’obiettivo è costruire una nuova generazione di designer più consapevole, capace di integrare innovazione tecnologica, cultura progettuale e attenzione all’impatto sociale e ambientale.

Un’immagine simbolo di questa edizione?

L’immagine che meglio rappresenta questa edizione è quella di uno spazio abitabile e condiviso, in cui memoria e futuro convivono: un luogo in cui le persone si incontrano, si fermano e costruiscono relazioni.

Potrebbe essere proprio un’installazione come Corpografia: un paesaggio organico, attraversabile, dove il corpo diventa architettura e il design si fa esperienza collettiva.

È l’immagine di un design che non impone, ma accoglie; che non corre, ma riflette; che non produce di più, ma progetta meglio.