HomeArchitetturaMonumentalità, luce naturale e ricchezza materica: così Park trasforma Milano Centrale

Monumentalità, luce naturale e ricchezza materica: così Park trasforma Milano Centrale

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Milano Centrale non è solo una stazione, sa essere molto di più. Un luogo di incontri, di lavoro, di servizi. È una parte fondamentale e significativa di Milano: frequentarla vuol dire conoscere davvero la città. A partire da questo suo inestimabile valore, Park firma un nuovo progetto per ridisegnare il piano terra e il mezzanino di Milano Centrale. Da un’idea sviluppata a seguito della vittoria del concorso privato a inviti promosso da Grandi Stazioni Retail, l’intervento è figlio di un’accurata attività di ricerca e di un dialogo costante con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. L’obiettivo di Park è quello di reinterpretare uno dei luoghi più vissuti della città, unendo l’evoluzione da infrastruttura di transito a piattaforma urbana contemporanea. Nasce così una nuova visione degli spazi commerciali della stazione, che diventano luoghi di relazione e permanenza e dove si può integrare al meglio mobilità, commercio e vita pubblica, dando vita a un’esperienza più fluida.

© Viz by Park

Concepita all’inizio del Novecento e completata nel 1931 su progetto di Ulisse Stacchini, Milano Centrale è uno dei più significativi esempi di architettura infrastrutturale europea. Più che una stazione ferroviaria, rappresenta una vera porta urbana, la cui forza identitaria risiede nella sua capacità di far interagire tra loro linguaggi, materiali e influenze differenti per dare vita a una sintesi architettonica unica. Una porta d’accesso che ha anche saputo adattarsi al passare del tempo: dalle nuove esigenze alle differenti modalità di utilizzo, mantenendo intatto il proprio valore simbolico e il proprio ruolo strategico all’interno della città. Proprio questa evoluzione è il punto di partenza del progetto di Park. Dopo alcune trasformazioni fatte negli anni che non hanno valorizzato appieno la stazione, la proposta immagina la galleria commerciale come uno spazio pubblico contemporaneo capace di connettere le diverse quote della stazione, migliorare l’esperienza dei passeggeri e rafforzare le relazioni tra l’edificio e il contesto urbano.

© Viz by Park

Altro obiettivo è quello di rispondere a una domanda: come uno spazio commerciale può contribuire alla costruzione dell’esperienza urbana della stazione? L’intento è quello di creare un ambiente aperto e inclusivo, capace di produrre valore sociale, ambientale ed economico. Per raggiungere questo risultato, il progetto parte da una rilettura dei caratteri fondativi della stazione, individuando tre temi progettuali principali: la monumentalità degli spazi, la luce naturale e la ricchezza materica dell’edificio.

La monumentalità viene reinterpretata attraverso un lavoro sulle proporzioni e sulle relazioni visive. La riduzione di alcune porzioni del mezzanino ripristina una connessione più diretta tra il livello commerciale e quello dei binari, ampliando la percezione dello spazio e riportando in primo piano elementi architettonici oggi poco valorizzati. L’architettura diventa strumento essenziale per guidare i flussi della stagione: nuovi vuoti e aperture migliorano la leggibilità complessiva degli ambienti e favoriscono un orientamento più intuitivo.

© Viz by Park

La luce è il secondo elemento generatore del progetto. Se gli spazi monumentali della stazione sono caratterizzati da una forte presenza di illuminazione naturale, la galleria commerciale risultava priva di una luminosità adeguata. Il nuovo sistema di controsoffitti luminosi trae ispirazione dai lucernari e dalle strutture della Galleria dei Mosaici, reinterpretandone le geometrie attraverso un linguaggio contemporaneo. Il risultato sarà una luce diffusa e uniforme che migliora il comfort percettivo degli spazi e ne rafforza il carattere pubblico.

La materia è il terzo importante tema di questo progetto. Il progetto sviluppa una lettura attenta del patrimonio architettonico esistente, traducendo colori, texture e principi compositivi in una nuova palette contemporanea. I rivestimenti metallici dai toni caldi dialogano con il marmo Botticino e con gli elementi storici della stazione; la scansione verticale dei nuovi dispositivi riprende il ritmo delle lesene esistenti; i disegni delle pavimentazioni reinterpretano le geometrie marmoree degli atri monumentali estendendole all’interno della galleria.

© Viz by Park

Questo approccio porta a delle conseguenze che riguardano gli spazi commerciali. Le facciate interne vengono ridisegnate, con lo scopo di dare coerenza e unità. Le nuove vetrine, invece, dialogano con l’architettura della stazione attraverso proporzioni, materiali e dettagli derivati dall’analisi di ciò che già c’è. Anche i pilastri assumono una nuova funzione, diventando elementi di orientamento e illuminazione che contribuiscono a rafforzare la continuità spaziale e la riconoscibilità dell’ambiente e ne alleggeriscono la massa volumetrica. Con questo progetto, Park ribadisce come l’architettura possa essere un potente strumento capace di trasformare le infrastrutture esistenti in spazi urbani significativi, aperti e condivisi e come questo mezzo possa far dialogare continuamente questi spazi con la città e con chi la attraversa ogni giorno.