HomeArchitetturaDa villaggio olimpico a campus: a Scalo Romana apre il nuovo studentato

Da villaggio olimpico a campus: a Scalo Romana apre il nuovo studentato

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È bastato riconvertire in soli quattro mesi ciò che erano stati costruito in trenta: il Villaggio di Scalo Romana, l’ex Villaggio Olimpico di Milano-Cortina 2026 realizzato da COIMA SGR, ha aperto ufficialmente le porte agli studenti come il più grande studentato convenzionato d’Italia, con 1698 posti letto. A oggi l’80% della capienza – circa 1.300 studenti – è già stato assegnato a ragazzi provenienti da tutto il mondo: sono rappresentati circa 80 Paesi diversi. Invitati da COIMA, abbiamo partecipato alla conferenza stampa e al press tour dello studentato in occasione dell’apertura ufficiale.

Una riconversione da record

Il complesso, nato per ospitare oltre 1000 atleti olimpici e paralimpici provenienti da più di 40 delegazioni, era stato costruito in appena 30 mesi. La trasformazione in studentato, dalla chiusura della fase paralimpica alla piena rifunzionalizzazione degli edifici, si è compiuta in quattro mesi, tra le riconversioni post-evento più rapide mai realizzate su questa scala: un confronto diretto con le esperienze di Torino 2006 (17 anni) e Rio 2016 (9 anni) restituisce la misura dell’accelerazione impressa al progetto.

Il quartiere: Scalo Romana e il modello di edilizia sociale

Il Villaggio è il primo tassello a entrare in funzione nel più ampio masterplan di Scalo Romana, che prevede complessivamente 164.000 mq di superficie lorda tra residenziale, uffici ed espositivo. Della quota residenziale (105.000 mq), il 50% sarà destinato a edilizia sociale e convenzionata (di cui 30.000 mq assorbiti proprio dal Villaggio) per rispondere al fabbisogno abitativo di oltre 2500 persone, in linea con il Piano Casa del Comune di Milano.

Accanto ai posti letto dello studentato, l’accordo tra COIMA e il Consorzio Cooperative Lavoratori (CCL) prevede la realizzazione di circa 320 nuove unità abitative, 220 delle quali in edilizia convenzionata ordinaria. Alcune porzioni dell’area restano subordinate all’approvazione del piano urbanistico comunale.

Il progetto degli interni

Il passaggio di funzione, da alloggio temporaneo per atleti a residenza universitaria permanente, si legge soprattutto negli interni, curati secondo tre criteri: sostenibilità dei materiali (naturali e riciclati), durabilità nel tempo e facile manutenzione, filiera italiana. Nelle camere il layout lascia margini di personalizzazione: sopra il letto corre una fascia orizzontale pensata per essere decorata, insieme a una griglia metallica su cui appendere oggetti personali.

Negli spazi comuni, la logica compositiva distingue arredi fissi, collocati lungo il perimetro, e arredi mobili al centro, per lasciare flessibilità d’uso agli studenti. Lungo i corridoi, il progetto lavora su luce e materia: portali luminosi scanditi lungo il percorso e una palette di materiali caldi e naturali.

Il progetto conserva volutamente tracce della sua origine olimpica: fotografie degli atleti, pagine di quotidiani dell’epoca dei Giochi e piccoli sticker che segnalano in quali stanze abbiano soggiornato gli olimpionici sono rimasti parte dell’allestimento, trasformando la memoria dell’evento in un elemento di identità del luogo.

Al piano terra, sono già stati realizzati, e utilizzati durante i Giochi, circa 9000 mq suddivisi in 23 unità. Questa area verrà destinata a funzioni di servizio al quartiere: food & beverage, salute e benessere, centro medico, negozi. L’apertura al pubblico resta però subordinata alla definizione dell’accordo con l’amministrazione comunale.

Le aree esterne

Circa il 50% dell’intervento è dedicato al verde: corti interne piantumate con aceri, ginkgo biloba e magnolie, e circa 750 fioriere – per un totale di quasi 2600 piantumazioni di una quindicina di essenze diverse – installate sui bridge che collegano orizzontalmente i vari corpi di fabbrica. Agli spazi verdi si affiancano tre campi sportivi, due dei quali dedicati al padel e uno polifunzionale, oltre a una piazza centrale che funge da fulcro della vita di comunità, con portici, sedute e un asse pedonale che si apre verso via Ripamonti.

Il commento di COIMA

Il Villaggio Olimpico rappresenta un traguardo straordinario per COIMA, raggiunto in un contesto tutt’altro che ordinario, tra pandemia, guerra in Ucraina e inchiesta urbanistica di Milano. In questo scenario abbiamo realizzato un quartiere in soli trenta mesi e completato la sua riconversione in studentato in appena quattro mesi. È un risultato di squadra e un contributo rilevante per la città, che risponde al 6% della domanda di posti letto per studenti a Milano, ha dichiarato Manfredi Catella, Founder e CEO di COIMA SGR.