Architettura

Bradbury Building, il nuovo coworking nel palazzo di Blade Runner

Novembre 18, 2020
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Bradbury Building, il nuovo coworking nel palazzo di Blade Runner

 

Nella storia del cinema ci sono alcuni film che per motivi diversi tra loro sono diventati nel tempo parte della nostra memoria collettiva, fonti inesauribili di riferimenti e aneddoti replicati all’infinito tanto sugli schermi quanto nella vita quotidiana.

Uno di questi è Blade Runner, pellicola iconica per eccellenza i cui fotogrammi sono rimasti impressi a generazioni di persone grazie al loro potere evocativo e alla scenografia unica, di cui fa parte il famoso Bradbury Building di Los Angeles, oggi trasformato nell’innovativo spazio coworking del gruppo NeueHouse grazie all’intervento dello studio canadese DesignAgency.

L’edificio fu costruito nel 1893 e all’epoca si trattava di un’architettura del tutto pionieristica: una struttura a cinque piani dalla sobria facciata in stile romanico con passerelle di accesso e ascensori a gabbia per uccelli, a cui si aggiungono le scale in marmo e le gallerie interne illuminate dai lucernari.

Oggi oltre 2.300 metri quadri della struttura sono dedicati ad aziende attive nei settori della cultura e dell’innovazione, distribuite in spazi che vanno dalle sale private alle meeting room, dalle aree comuni per eventi alla celebre galleria; si aggiungono poi spazi destinati allo svago: il bar-caffetteria, l’area wellness e la sala da pranzo privata; infine, si organizzano laboratori e attività per creare nuove connessioni.

I designer hanno lavorato per creare nel Bradbury Building un ambiente ibrido che fosse al tempo stesso luogo di lavoro e di socialità, in modo da favorire la contaminazione e la suggestione creativa.

Per quanto riguarda il progetto d’interni, sono stati conservati alcuni dettagli originali come le finestre con cornice in rovere e le travi del soffitto, elementi oggi perfettamente integrati con gli arredi su misura dallo stile contemporaneo, in cui predominano colori pastello e scelte materiche preziose come il parquet Versailles e le tende di lino.

Tocchi finali? La larga disponibilità di luce naturale, la rigogliosa vegetazione e ben venti camini originali in mattoni distribuiti nei vari spazi dell’edificio, pensati per essere versatili senza rinunciare alla propria iconica identità.