Il recente conferimento dell’Iron A’ Design Award 2025 per il restauro della Masseria AuraTerrae a Polignano a Mare ha puntato i riflettori su una filosofia progettuale che sta ridefinendo ormai da tempo il concetto di ospitalità di lusso in Puglia: il Roots’ Design. Secondo il designer Bepi Povia, che lo adotta e lo promuove, questo approccio non è solo un metodo estetico, ma un ritorno alle origini dove “la natura si fa design”.

Il concetto di Roots’ Design: radici e innovazione
Il Roots’ Design si basa sull’integrazione profonda della conoscenza indigena nella progettazione architettonica. Per Povia, progettare significa mettersi in ascolto del luogo per tradurre emozioni e visioni in interventi che dialoghino con naturalezza con l’ambiente circostante.
In questo stile, la sostenibilità non è solo tecnica, ma culturale e sociale. Si punta sulla valorizzazione dell’artigianato locale, attraverso il recupero di tecniche costruttive tramandate da generazioni; sull’uso di materiali a chilometro zero, per ridurre l’impatto ambientale e del trasporto promuovendo l’economia del territorio; sulla cosiddetta “architettura sottrattiva” in una visione che predilige il vuoto e l’essenziale per permettere all’anima di ritrovare benessere e spiritualità.

Masseria AuraTerrae: un esempio virtuoso
Il restauro della Masseria AuraTerrae (2022-2024) incarna perfettamente questa visione. L’intervento è stato un recupero conservativo accuratissimo, volto a preservare l’identità storica della struttura, inclusi elementi non funzionali ma di grande valore testimoniale, come le antiche mura degli orti, la chiesa e le epigrafi lapidee.
Povia ha ricreato la dimensione autentica del borgo agricolo, integrando tecnologie moderne eco-compatibili come sistemi di raccolta delle acque piovane ed energie rinnovabili. Negli spazi esterni, la scelta degli arredi (come la collezione Panama di Talenti) cerca una simbiosi perfetta con la brezza marina e la levigatezza delle pietre locali.

Chi è Bepi Povia
La carriera di Bepi Povia è segnata da un percorso eclettico che unisce studi classici a un’esperienza internazionale. Importanti per la sua formazione sono stati in particolare gli anni a Firenze, l’incontro con la fotografia di moda e i viaggi negli Stati Uniti. Tuttavia, lo “switch” fondamentale avviene in Messico, collaborando con l’architetto Ricardo Legorreta: lì, lavorando in uno studio all’aria aperta sotto gli alberi, Povia comprende la centralità della natura nel design.
Dopo aver approfondito la Landscape Architecture a Londra, il richiamo delle origini lo riporta in Puglia negli anni ’80. Questo ritorno segna l’inizio di una dedizione assoluta al settore dell’Hospitality, trasformando la sua terra in un laboratorio di “turismo d’esperienza” consapevole e responsabile.

Povia si definisce del resto una figura doppia: designer e contadino. Per lui, l’agricoltura e la viticoltura sono modelli di progettazione naturale, dove l’uomo interviene per rendere funzionale e riproducibile la bellezza della terra. Questa passione si riflette nei suoi progetti, che mirano a creare luoghi ricchi di spiritualità, ispirati anche dai suoi lunghi periodi di meditazione trascorsi in Indonesia.
Secondo il designer, il vero lusso oggi non risiede nell’eccesso, ma nella sostenibilità economica ed emotiva. La sua sfida è offrire agli ospiti la possibilità di vivere la cultura pugliese in modo autentico, rallentando i ritmi nel silenzio della campagna. Come egli stesso afferma, l’obiettivo è creare spazi che siano lo specchio di un benessere interiore: “quanto più stai bene dentro, tanto più starai bene fuori”.


