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Evolversi per crescere: la strategia vincente di Simone Micheli per il futuro dell’hospitality

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In un’epoca di profondi cambiamenti come quelli che stiamo vivendo non è sempre facile per imprenditori e creativi individuare la direzione giusta da prendere per assicurarsi risultati positivi in termini di consolidamento e crescita delle proprie attività. Non è il caso di Simone Micheli: grazie alla lunga esperienza di progettista capace di sintonizzarsi con lo spirito del tempo, se non addirittura di anticiparlo, oggi è ancora lui a tracciare un percorso chiaro verso l’evoluzione del settore Contract&Hospitality, puntando su eccellenza Made in Italy e rinnovamento reale del concetto di accoglienza. Lo dimostrano i suoi numerosi interventi in tutto il mondo ma anche la nuova esposizione Hybrid Restaurant, che verrà presentata il prossimo giugno durante la Milano Design Week. Gli abbiamo fatto alcune domande.

Simone Micheli Architect – ph. Maurizio Marcato

Che conseguenze hanno avuto gli ultimi due anni nel modo di pensare e progettare gli ambienti Contract&Hospitality? Quali cambiamenti resteranno e quali saranno invece i trend che si affermeranno da qui in avanti?

Il grande stop dovuto alla pandemia ha favorito ampie riflessioni di campo su questioni logistiche e distributive degli spazi. Il modo di definire i progetti nella sostanza non è cambiato. Si è arricchito di complessità per rispondere a quadri esigenziali variati. Le strutture ricettive dovranno divenire d’ora in poi sempre più flessibili, ibride e contaminanti.

Aquatio Cave Luxury Hotel & SPA, Matera, Italy – ph. Jürgen Eheim. Interior design and lighting project: Arch. Simone Micheli

Lei lavora molto sia in Italia sia all’estero. Ci sono differenze significative nel modo di concepire l’ospitalità nel resto del mondo rispetto a quanto accade in Italia? Spesso si dice che pur con la sua grande tradizione di accoglienza il nostro sia un Paese che fatica a rinnovarsi…

Non esistono differenze nel modo di progettare tra un Paese e l’altro. Esistono incredibili differenze tra chi riesce o non riesce a capire realmente il senso dell’evoluzione del mondo dell’ospitalità. Non è solo il nostro Paese che fatica a rinnovarsi in riferimento alla dimensione dell’accoglienza. In tutti i Paesi del mondo chi si occupa di hotellerie in modo intensivo tende ad arroccarsi su improduttive posizioni passatiste. L’evoluzione, la meraviglia, l’alterazione, il reale rinnovamento appartengono a un’élite intellettuale e imprenditoriale che a distanza di tempo funge da ossigenatore per generare progresso.

Atomic Spa, Milan, Italy – ph. Jürgen Eheim. Interior design and lighting project: Arch. Simone Micheli

Il settore Contract&Hospitality è molto importante per il Made in Italy. Su quali aspetti secondo lei le aziende italiane dovrebbero oggi puntare per rendere i propri prodotti sempre più competitivi sul mercato?

Su eccellenza e qualità! Dovrebbero determinare maggiori reti d’impresa al fine di definire nuovi percorsi imprenditoriali legati alla dimensione dell’elasticità, della flessibilità. Dovrebbero basarsi su nuove fondamenta connesse al mondo dell’alta tecnologia e della sostenibilità. Dovrebbero garantire le cose sotto prospettive completamente diverse rispetto al passato, abbandonare stereotipi e omologazioni per immergersi completamente nel reale presente-futuro.

Quali sono i progetti Hospitality sui quali con il suo studio sta lavorando in questo momento?

Diversi ed interessanti! Hotel, SPA, palazzi per uffici, centri residenziali, ville private, da Dubai a Seoul, da Tirana a Teheran, da Trapani a Milano. Il progetto che tra tutti mi provoca il maggior coinvolgimento emotivo e intellettuale è tuttavia una magica creazione dedicata al Metaverso.

Lords Of Verona luxury apartments, Verona, Italy – ph. Jürgen Eheim. Interior design and lighting project: Arch. Simone Micheli

In occasione del Salone del Mobile di Milano 2022 in programma a giugno, lei torna ad essere protagonista della Design Week, quest’anno con il progetto Hybrid Restaurant. Può darci qualche anticipazione?

Hybrid restaurant è il nome della mostra che quest’anno sarà legata alla dimensione della ristorazione, oltre che dell’ospitalità, come sempre. L’insieme espositivo metterà in evidenza quanto sia importante, per realizzare luoghi estremamente performanti dal punto di vista espressivo e commerciale, definire nuovi tipi di pensieri progettuali ed imprenditoriali.

Le installazioni sono quest’anno dedicate a Chef di altissimo profilo e ai media partner internazionali del mondo Food & Beverage e dell’architettura e interior design, grazie alla collaborazione con De Smart Kitchen e gli Chef Samuele Bravi, Terry Giacomello, Alessandro Miceli, Kunihiko Onuma, Roberto Rinaldini, Paco Zanobini e Elena Minari e il Bartender Luigi Barberi.

In seno allo spazio espositivo troverà posto un temporary restaurant-bar interattivo dove poter vivere eccellenti esperienze di gusto, dove poter condividere storie e sviluppare incontri. Infine, sia durante il giorno, sia la sera dalle 20 alle 24 si potrà cenare all’interno dell’interattivo spazio che occuperà l’area mostra.

Hybrid Restaurant – Hotel Regeneration 2022 designed by Simone Micheli in occasione del Fuorisalone di Milano 2022.

In conclusione, qual è secondo lei la sfida più importante che gli operatori del settore Contract&Hospitality si troveranno ad affrontare nel prossimo futuro? Come la si potrà vincere?

In sostanza, l’abbiamo già detto. Per vincere le nuove battaglie commerciali è importante realizzare luoghi estremamente performanti dal punto di vista espressivo e commerciale, definire nuovi tipi di pensieri progettuali ed imprenditoriali, realizzare luoghi e opere iconici, il cui obiettivo sia quello di generare bellezza.