Architettura

Il nuovo Campus di Architettura del Politecnico di Milano

Novembre 30, 2018

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Il nuovo Campus di Architettura del Politecnico di Milano

C’è l’inconfondibile mano di Renzo Piano all’origine del progetto per il nuovo Campus di Architettura del Politecnico di Milano: il grande architetto, illustre ex alunno dell’ateneo, ha infatti donato l’idea per la realizzazione del nuovo polo universitario situato a Città Studi e sviluppato nelle fasi preliminare e definitiva dallo studio Ottavio Di Blasi & Partners.

Un grande piano di riqualificazione architettonica che mira a potenziare l’offerta didattica sempre più internazionale e s’inserisce pienamente nel processo di trasformazione urbana, sociale ed economica che sta rendendo la città di Milano sempre più protagonista. 

Il planning, che include nuovi edifici ma anche il recupero della memoria storica, mira a creare un ambiente aperto alla città, studiato per interagire con tutti i suoi fruitori, non solo con chi è strettamente coinvolto nelle attività pedagogiche, e in grado di aggiungere oltre 800 posti studio a quelli esistenti. 

In bilico tra necessità di salvaguardia e impulso di rinnovamento, l’operazione prevede dunque la demolizione di alcuni volumi secondari a favore di costruzioni di nuova realizzazione altamente performanti e la ristrutturazione di elementi storici esistenti, tra cui quelli disegnati da Gio Ponti e Vittoriano Viganò, anche attraverso l’ammodernamento e l’implementazione impiantistica.

A questo proposito, lo storico Trifoglio di Gio Ponti (di cui sono peraltro state scoperte parti non visibili che verranno restaurate) sarà interamente rivisto in ogni sua parte, con il rifacimento della scala e di tutte le aule, con arredo cablato per complessivi 2000 posti, ad eccezione di una di cui sarà preservata la testimonianza storica. 

D’altro canto la parte nuova, un totale di 4200 mq e uno spazio esterno di 8950 mq costruiti con tecniche d’avanguardia e ad alta efficienza energetica, consta di 3 realizzazioni. 

L’edificio più emblematico è quello che ospiterà il laboratorio di modellistica architettonica della Scuola di Architettura, il quale da solo occupa una superficie di 1600 mq su due livelli e si candida ad essere esempio d’eccellenza nelle attività fisiche e digitali per l’architettura: Luogo di lavoro e formazione assistita per studenti e dottorandi, esso è composto da spazi riservati alle attività di modellazione, locali per macchine da modellismo, falegnameria, plotter da taglio, stampa 3D, officina metalli, set fotografico, locale verniciatura, teatro virtuale, zone espositive per modelli in scala 1:1. 

Un secondo edificio sarà dedicato ad aule da disegno/laboratorio che occuperanno una superficie di 2700 mq, per un totale di quattro aule da 130 posti, e si svilupperà su quattro livelli, oltre ad un livello interrato impiantistico e di servizio; ancora, un terzo edificio è dedicato interamente alla didattica con tre aule per 288 posti complessivi su 800 mq. 

Il cuore del progetto è però costituito dal parterre: un lastricato urbano permeabile, costellato da oasi verdi dove trovano dimora più di 130 alberi, reale tessuto connettivo che collega le varie porzioni del campus; l’invaso del campus sarà rivestito dello stesso materiale, mirando a riqualificare il marciapiede di via Bonardi previsto parzialmente pedonale. 

A questo si aggiungono poi altri spazi verdi come le due terrazze allestite a piazze urbane, coperture degli edifici praticabili per manifestazioni ed eventi internazionali e fruibili dai non addetti ai lavori: una sostanziale differenza, questa, rispetto ai campus universitari americani, cioè quella di essere concepiti come dispositivi urbani fondamentali. 

Del resto, l’approccio green incarna in pieno l’idea di architettura di Renzo Piano e Ottavio Di Blasi, che consiste nel “rendere la città luoghi migliori, aprire gli ambienti, inondare di luce, creare luoghi di ‘urbanità’ come il nuovo spazio verde, condiviso con la città e aperto a tutti. Un Campus aperto, internazionale e portatore di avanguardia”.