Architettura

L’attico “familiare” di Giuseppe Tortato a Padova

Novembre 19, 2019

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L’attico “familiare” di Giuseppe Tortato a Padova

Un attico moderno nel cuore storico di Padova antica. A trovare l’equilibrio perfetto tra passato e presente è l’architetto Giuseppe Tortato che, in un palazzo del ‘700 situato a pochi passi dalla chiesa degli Eremitani e dalla Cappella degli Scrovegni, rompe gli schemi inventandosi nuovi volumi di vetro e di verde, sfruttando le doppie altezze e i dislivelli di un attico “verticale”, frutto dell’unione di spazi nati in tempi diversi e uniti in modo raffazzonato.

Sviluppato su tre livelli ma deturpato da una sommaria ristrutturazione avvenuta negli Anni Ottanta, l’appartamento cambia volto grazie alla valorizzazione delle strutture in legno esistenti, al ritorno della luce all’interno degli ambienti e alla scelta di creare un percorso che dall’ingresso conduce in cucina con un insieme di volumi e di pedane “sospese” che amplificano le potenzialità delle doppie altezze e dei dislivelli originari.

L’obiettivo era creare un rifugio di pace familiare ma anche un ambiente dinamico, sfruttando le diverse altezze in modo da creare luoghi e spazi speciali tutti legati visivamente tra loro, incentrati ed affacciati sulla grande sala, fulcro di tutto il progetto, pensata quasi come la “piazza” della casa su cui si affacciano ambienti speciali.

Dal punto di vista della decorazione d’interni dominano colori e materiali naturali, in uno scenario dove spiccano il parquet nero con finitura taglio sega e i muri intonacati color sabbia con argilla naturale.

A partire da queste suggestioni, il verde entra nell’ingresso, con un albero che sale fino al tetto prendendo luce dal nuovo lucernario in copertura, accanto al quale trova posto il pianoforte; lo studio si affaccia nel soggiorno come una teca di vetro incastonata nella parete originaria, aggettante e sospesa verso il pianoforte ed il camino; infine, salendo su una pedana sospesa ci si ritrova nell’angolo del camino, incorniciato da un divano “passante”, posto al centro della stanza e rivolto sia verso l’antico focolare, sia  verso il nuovo monolite, sul lato opposto, che contiene la tv e il cuore tecnologico che gestisce tutti gli impianti della casa.

Un’ultima grande pedana contiene invece la zona pranzo, su cui si apre la cucina, separata e al tempo stesso unita a questa da una grande parete vetrata: la luce dei due ambienti si compenetra amplificando gli spazi valorizzati dal legno naturale del soffitto e dal colore degli intonaci, ispirati al colore delle terre e pensati con Matteo Brioni.

Sulla sinistra, una scala nascosta sale verso la zona notte mansardata: un piccolo balcone aggettante si apre sullo spazio a doppia altezza del soggiorno, arricchito con parapetti vetrati, che mette in collegamento visivo il piano superiore con la cosiddetta “piazza”, un luogo pensato per il relax, per leggere ed ascoltare musica, ma anche per intrattenere gli ospiti in occasione di un evento speciale.

La casa diventa così un rifugio fatto per accogliere e sorprendere, regalando a chi la vive momenti di autentica serenità.