Architettura

Pellico 3 Milano, il nuovo ristorante del Park Hyatt firmato Flaviano Capriotti Architetti

Giugno 14, 2022

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Pellico 3 Milano, il nuovo ristorante del Park Hyatt firmato Flaviano Capriotti Architetti

 

Un nuovo ristorante è arrivato a Milano e non un ristorante qualsiasi. Si tratta, infatti, della cucina del Park Hyatt, uno dei più lussuosi hotel della città. A firmare il locale Pellico 3 Milano è lo studio Flaviano Capriotti Architetti.

Il nuovo ristorante del Park Hyatt

Artigianalità, design e gastronomia ora convivono in un solo luogo: il nuovo ristorante del Park Hyatt di Milano. Il progetto prevede circa 28 coperti nella sala principale e 10 nella private dining room per un totale di 120 metri quadri.

I colori rimandano alle origini dello Chef Guido Paternollo e alla cultura mediterranea, come il giallo tenue del riccio, il marrone caldo della castagna, il verde freddo del carciofo con sfumature bianche e viola, i toni intensi della zucca e dello zafferano. Elementi centrali del progetto di interni, soffitto e pavimento – a simboleggiare la magia del cielo e la capacità produttiva della terra – dominano l’esperienza ambientale. Flaviano Capriotti li ha interpretati facendoli diventare protagonisti di un racconto che parla di luce e poesia, ma anche di manualità e concretezza.

A soffitto corpi illuminanti a scomparsa estremamente discreti, piccoli fori di diametro diverso e intensità regolabile, come fossero stelle, progettati e realizzati con PSLab, seguono un ordine geometrico apparentemente casuale che replica le costellazioni della sfera celeste offrendo il corretto mood.

Il pavimento, invece, ricorda la terra, arricchita da forme trapezoidali realizzate in pietra serpentino e in cocciopesto, declinato in due nuance di verde e in una tonalità sabbia.

Tra gli arredi spiccano le comode sedute imbottite di Molteni&C, in pelle e con rivestimento personalizzato.

Infine, gli interni sono arricchiti anche da numerose opere d’arte degli artisti contemporanei Paolo Canevari, Davide Balliano e Claudio Verna, a cura di Cardi Gallery.