Architettura

Røst, il nuovo ristorante firmato Vudafieri-Saverino Partners a Milano

Febbraio 20, 2020

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Røst, il nuovo ristorante firmato Vudafieri-Saverino Partners a Milano

Si chiama Røst il nuovo ristorante che porta sulla scena milanese, nel vivace quartiere di Porta Venezia, un concetto di cucina circolare, semplice e vera, con la riscoperta dei tagli poveri e una selezione di vini naturali di nicchia.

Lo studio di architettura Vudafieri-Saverino Partners ha curato il progetto di interior design per il ristorante, sviluppato su 65 metri quadrati e pensato come un luogo raccolto e intimo, tra tradizione e modernità.

Lo spazio si compone di due ambienti: la sala principale che gravita attorno al banco bar, e una di dimensioni più piccole che si affaccia sulla cucina, concepita per vivere l’intimità del rapporto con il cibo a vista di chi lo prepara.

La parete d’ingresso mette in scena i protagonisti, è il Wall of fame: 16 piatti in ceramica, ognuno dedicato e raffigurante un produttore/fornitore delle materie prime di cui si fornisce la cucina e la cantina, disposti graficamente nello spazio a disegnare la ø di Røst.

Gli architetti hanno tradotto in soluzioni di spazio, colori e superfici i valori e il Dna del brand: il risultato è uno spazio semplice, senza finzioni o artifici, con un uso attento e limitato della materia, ridotta a poche tipologie di base.

I toni sono caldi, dominati dal colore rosso “Marsala”, che rimanda al rapporto fondamentale con il vino e la terra; le pareti – affrescate a calce – presentano due tonalità, la più scura delle quali va a creare una sorta di boiserie irregolare che costituisce una linea d’orizzonte tra verticale e orizzontale, abbracciando lo spazio; gli stessi colori sono ripresi dal rivestimento in ceramica che caratterizza la cucina e la saletta appena adiacente.

Il tema dell’arredo è caratterizzato dalla milanesità: materiali nobili come marmo e ottone, velluto e pelle caratterizzano senza sfarzo l’ambiente e giocano un contrasto con le pareti in calce e il pavimento originale; il banco bar si caratterizza per il lungo top in rovere massello e il rivestimento verticale composto da profili di ottone naturale a sezione diversa, mentre sopra il banco galleggia una grande bottigliera sospesa, in ottone e vetro.

Il locale si trova ai piedi di un edificio della vecchia Milano – affacciandosi su via Melzo con due vetrine – in uno spazio appartenuto per anni a un negozio di ricambi d’auto: il valore delle preesistenze è testimoniato dalla scelta di conservare il pavimento originale, 3 un seminato in tozzetti di porfido, mentre la continuità con il passato trova espressione anche nel lampadario realizzato assemblando nel diffusore fanali di vetture di diverse epoche – omaggio di Tiziano Vudafieri al mondo dell’auto.

Infine, accanto alla grafica originale e distintiva, ideata e sviluppata dall’agenzia creativa 150UP, ecco che alle spalle del banco bar, nella parete cieca nascosta alla vista del pubblico, si nasconde l’opera Terrazzo dell’artista Roberto Coda Zabetta: una “tenda di colori” che costituisce un adattamento architettonico e cita altri lavori dell’artista portando con sé i segni di altri luoghi e significati.

Fotografie di Santi Caleca.