Architettura

SARCA 235, Scandurra Studio progetta l’architettura del benessere

Agosto 30, 2018

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SARCA 235, Scandurra Studio progetta l’architettura del benessere

Sarca 235 è il nuovo progetto messo a punto da Scandurra Studio nel contesto della trasformazione dell’area industriale nord-orientale della città di Milano: un intervento di ristrutturazione di un edificio esistente basato su elementi dimensionali e geometrici semplici al fine di creare il nuovo complesso uffici di Coima.

Alessandro Scandurra spiega così il progetto:

Oggi gli standard funzionali sono cambiati ed è cambiato anche il valore che può esprimere un edificio per un’azienda. L’idea principale è quella di riaprire l’edificio verso la città e di ricostruire un episodio urbano sulla strada. Mi sono appoggiato a dei modelli consolidati di edifici ad uffici degli anni ’60 tentando di uscire dal tema formale per concentrarmi su pochi e semplici elementi espressivi: l’aria, che è data dalla trasparenza dei materiali, e la luce, restituita dalla rifrazione della materia dei corpi scala”.

L’ingresso principale si apre su Viale Sarca, dove ora una piazza urbana rende più visibile la lobby centrale a doppia altezza e collega l’edificio direttamente al viale, mentre un grande cancello meccanico ritualizza l’apertura alla città: i principi di razionalità, luminosità e flessibilità restano fondamentali.

Per favorire l’accoglienza del sistema delle hall, nell’organizzazione degli spazi interni è stata creata una “processionalità” nel percorso di attraversamento degli spazi a partire dall’esterno, dove predominano la luce e l’oro, fino a salire ai piani superiori degli uffici, dove si è immersi nella luminosità e nella trasparenza degli spazi del lavoro.

Per l’intervento sulla facciata lo studio Scandurra ha poi lavorato sulle finiture, sulla materia e sul colore, utilizzando lamiera ondulata color oro, i cui pannelli, montati secondo sensi diversi dell’ondulatura, definiscono un decoro caratterizzante sia nei corpi scala che nella pensilina: l’oro in questo caso interpreta un elemento naturale al massimo della sua espressione, la luce.

La razionalità e la qualità dell’edificio promuovono un’architettura del benessere e danno forma ad un edificio di rappresentanza, fortemente caratterizzato da un rivestimento metallico decorativo ottenuto da una particolare lavoro sui pigmenti e le trame delle lamiere. L’immagine è quella di un edificio dinamico, trasparente e di una classicità contemporanea che unisce la funzionalità ad un alto valore formale.

Fondamentale, infine, anche l’aspetto di sostenibilità e compatibilità ambientale, che per Alessandro Scandurra è legato a “un senso di responsabilità a cui non possiamo sottrarci; l’edificio è certificato Leed Platinum, in quanto l’efficienza deve essere non solo energetica e tecnologica, ma deve riguardare tutti i livelli che hanno come scopo finale il benessere dell’uomo. Si tratta di sistemi a diverse scale, che partono dall’efficienza dell’edificio fino a seguire le nuove esigenze che comportano una evoluzione dell’architettura nei suoi cambiamenti socio economici. Azione e reazione, per un’architettura sensibile che si smaterializza per diventare supporto alla vita. Attraverso la tecnologia abbiamo creato un certo comfort ambientale, integrandolo con gli elementi dell’architettura per avere come risultato spazi semplici e confortevoli. Si tratta di benessere percepito e non manifestato”.