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Aran Cucine presenta OASI: Matrix4Design intervista Stefano Boeri

Maggio 2, 2018

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Aran Cucine presenta OASI: Matrix4Design intervista Stefano Boeri

Esiste un ambiente domestico in grado di rappresentare più di tutti l’essenza della cultura italiana? Se esiste, è certamente la cucina. A maggior ragione se la cucina in questione è firmata ARAN Cucine, azienda simbolo dei valori del Made in Italy nel mondo grazie all’impegno inesausto profuso sui fronti della qualità e dell’innovazione ma anche alla profonda consapevolezza ambientale, che rende ogni prodotto ARAN un modello di salvaguardia della natura.

Proprio a partire da questi valori fondamentali, ARAN Cucine ha chiesto all’architetto Stefano Boeri di realizzare un progetto a dir poco rivoluzionario: OASI è infatti un essenziale blocco tavolo da pranzo – piano cottura che integra al proprio interno le proprietà di un tradizionale luogo conviviale. 

Al centro del complesso freestanding multifunzione, tuttavia, ecco la sorpresa: un albero che svetta in armonia con l’intero complesso, diventando riferimento spaziale e simbolico del nuovo spazio relazionale. 

Per approfondire meglio le implicazioni di questa idea avanguardistica, al Salone del Mobile di Milano, presso lo stand di ARAN Cucine, abbiamo posto alcune domande proprio all’architetto Boeri. Ecco che cosa ci ha risposto.

  

 

Un’idea innovativa come quella legata a OASI com’è nata?

“L’idea è un’idea semplice e forte, come sono spesso le idee che cercano di dare risposta a una domanda. In questo caso la domanda era: come possiamo fare per far sì che il cucinare e tutte le azioni legate al cibo vengano simbolicamente rappresentate dalla cucina? Da un lato c’è l’innovazione tecnologica. Ma io credo che ogni tanto ci si debba affidare ai singoli. Un albero è un simbolo formidabile di vita, crescita ed è anche un simbolo di continua trasformazione. È un posto attorno al quale si raccolgono altre vite. 

In fondo, se ci pensiamo bene, in una dimensione della vita contemporanea in cui la famiglia si è ultimamente sottoposta a variazioni, la cucina e il cibo sono gli unici elementi e spazi dove la famiglia si rincontra. Pensare questo momento attorno a un albero da frutta ci è sembrato simbolicamente potentissimo”.

 

Quindi è la cucina il nuovo cuore della casa contemporanea?

“Assolutamente sì. Io non ho mai avuto nessun dubbio. Io credo che abbiamo due grandi tendenze. Da un lato una forma di monolocalizzazione degli spazi notte (le camere da letto diventano spazi di lavoro e di incontro e si riempiono di dispositivi tecnologici che non sono tipici del dormire) e la cucina diventa un luogo collettivo, un luogo di interazione della famiglia. Che questo avvenga attorno a un simbolo vitale rende ancora di più l’idea. Gli alberi sono intelligenti, hanno una loro traiettoria di vita, chiedono e meritano rispetto”.

 

Quindi non solo la natura più presente in città, ma anche all’interno della casa…

“Assolutamente sì. C’è una ragione molto semplice. Le piante hanno una grande capacità di pulire e ridurre gli inquinanti dell’area domestica. In futuro bisognerà lavorare tantissimo su questa cosa”.