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Costruire e ricostruire, l’Umbria al Fuorisalone 2018

Marzo 8, 2018

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Costruire e ricostruire, l’Umbria al Fuorisalone 2018

Se Milano è diventata in questi anni la capitale internazionale d’Italia, allora è giusto che ogni parte del nostro Paese possa trovare proprio qui uno spazio dove rappresentare e presentare se stessa ad un pubblico eterogeneo.

Accade per l’Umbria, che parteciperà al Fuorisalone 2018, dal 17 al 22 aprile, con l’installazione Canapa Nera, Guardavo le macerie e immaginavo il futuro, un progetto artistico già proposto in anteprima durante Expo Casa a Umbria Fiera a Bastia Umbra da Paolo Belardi, direttore dell’Accademia delle Belle Arti Pietro Vannucci e coordinatore del concept Canapa Nera, Lucio Caporizzi, direttore alla programmazione europea della Regione Umbria, Gabriella Del Signore, managing director di Ghénos Communication, la stilista/artista Daniela Gerini, Glenda Giampaoli direttore del Museo della Canapa e l’ingegnere dell’ABA Matteo Scoccia.

Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e con la designer Daniela Gerini e l’iniziativa rientra nell’ambito dell’azione di branding territoriale intrapresa da anni dalla Regione Umbria per valorizzare e sostenere i propri asset produttivi e combattere gli effetti del terremoto del 2016.

È infatti proprio la maceria ciò da cui (ri)partire per attivare il processo di ricostruzione del valore della comunità umbra: non solo una riedificazione di case e chiese, ma anche il tentativo di non disperdere tutto ciò che resta dopo la scossa e al contempo ciò che era prima della scossa, ultima traccia concreta che conserva in sé un’identità e che rischia di andare perduta.

Un mix alchemico in cui compaiono il grigio pietra urbana della Basilica di San Benedetto a Norcia e i colori esplosivi della fiorita sul Pian Grande, un progetto composto dai ricordi custoditi dalle macerie dei muri e dalle speranze che vibrano nelle fibre della canapa del fiume Nera, per continuare nonostante tutto a guardare al futuro.