Anteprima Salone del Mobile 2019, Davide Rampello racconta DE-SIGNO Anteprima Salone del Mobile 2019, Davide Rampello racconta DE-SIGNO
Design

Anteprima Salone del Mobile 2019, Davide Rampello racconta DE-SIGNO

Scritto da Giulia Guerra |

12 Marzo 2019

La 58esima edizione del Salone del Mobile.Milano cade in un anniversario molto speciale: il 2019 è infatti l’anno in cui si celebra il cinquecentenario dalla morte di Leonardo Da Vinci, genio italiano conosciuto in tutto il mondo che proprio con Milano ebbe una relazione privilegiata, trascorrendovi gran parte della propria vita di artista, studioso e inventore. Per celebrare il legame che unisce la città del design a colui che fu indiscutibilmente uno straordinario progettista, dal 6 al 14 aprile, presso il padiglione 24 di Rho Fiera, sorgerà l’installazione-evento DE-SIGNO. La cultura del design italiano prima e dopo Leonardo, ideata dallo studio Davide Rampello & Partners. L’obiettivo è raccontare la cultura italiana della bellezza, in un percorso tematico e storico che prende le mosse da Leonardo per esplorare il Rinascimento e la sua creatività industriosa, arrivando fino agli esiti migliori del design contemporaneo. Abbiamo chiesto a Davide Rampello di anticiparci quello che vedremo durante il Salone, riflettendo su genesi e significato di questo importante progetto.

DE-SIGNO. La cultura del design itaIiano prima e dopo Leonardo è una delle installazioni-evento più attese della prossima Milano Design Week, nell’anno in cui si celebra il cinquecentenario dalla morte del genio italiano. Che cosa può raccontarci in proposito? Qual è stata la genesi del progetto?

“Celebrare Leonardo significa innanzitutto celebrare la cultura rinascimentale, di cui lui rappresenta uno dei vertici assoluti. Tuttavia, la cultura rinascimentale è in realtà una reinterpretazione del mondo classico: gli umanisti rileggono i grandi testi latini, spaziando dalla filosofia all’agricoltura e all’architettura, studiando tutta l’antica trattatistica. Ed è proprio in epoca latina che, non a caso, nasce e si sviluppa uno dei lasciti più preziosi del mondo occidentale, ossia la cultura del progetto.

DE-SIGNO viene da qui: il termine design deriva dalla parola italiana disegno che ha la sua origine nel vocabolo de-signo, “attorno al segno”, dove il segno è la forma, il progetto.

Gli antichi romani sono infatti i primi a passare in maniera sistematica dall’ideazione alla realizzazione, curando tutti gli aspetti di quelli che si possono definire autenticamente “progetti”, ancora oggi testimoniati da chilometri di strade, città fondate, anfiteatri, acquedotti, fori, terme.

Tornando a Leonardo, il suo genio è proprio l’esempio più alto di questa cultura, nata in epoca romana ed ereditata dal Rinascimento: è l’uomo ingegnere e ingegnoso nel senso di colui che adopera costantemente l’ingegno ed entra nel genio delle cose. Leonardo è un formidabile cultore del progetto, curioso indagatore di ogni aspetto della natura, raccontata attraverso linguaggi diversi, per esempio la pittura o la musica. Per lui non c’è conoscenza senza esperienza, in tutti i campi: i suoi interessi sono vastissimi, dalla mineralogia, alla botanica all’ingegneria idraulica, quest’ultima particolarmente avanzata in Lombardia quando Leonardo arriva a Milano, una città governata da un signore illuminato come Ludovico il Moro, già all’epoca ricchissima di arti e mestieri.”

Che cosa lega la poliedrica figura di Leonardo, vissuto secoli fa, alla cultura del design italiano di ieri e di oggi?

“Leonardo è senza dubbio un antesignano. Noi abbiamo un concetto di design che deriva dall’universo del design industriale ed è prevalentemente legato all’estetica; in realtà il vero design è un modo di vedere le cose, uno strumento per affrontare la vita. Essendo cultura del progetto, il design si applica a qualsiasi cosa, non solo alle sedie, ai letti o alle cucine: tutto è design. Leonardo fu interprete illustre di questo senso profondo del design, che consiste nell’elaborare un’idea e nel perfezionarla fino a farne un progetto che mira alla sua realizzazione.”

L’installazione unirà cinema, teatro, musica in uno show immersivo. Qual è il messaggio che si vuole trasmettere attraverso questa contaminazione di linguaggi?

“In primo luogo lo spazio sarà ottagonale: il numero otto è infatti dotato di una simbologia fortissima legata al cambiamento, al rifacimento. All’interno dell’ottagono ci saranno poi quattro schermi e due teatri, o meglio la ricostruzione prospettica di due teatri rinascimentali rappresentanti rispettivamente Firenze e Milano. Ancora, ci sarà un testo narrato con commento musicale, mentre gli schermi riproporranno immagini tratte dall’iconografia leonardesca, e non solo.

L’obiettivo è quello di raccontare la cultura del design e quindi di parlare dell’Italia e di Milano, fino alla contemporaneità. Vogliamo infatti sottolineare lo splendore della Milano di oggi, una Milano formidabile dove la cultura del progetto nell’arredo, nella moda, nell’ospitalità, nell’enogastronomia, nella formazione è sempre più centrale e raggiunge un’espressione elevatissima. Non è un caso che si possa parlare per la Milano di oggi di un vero e proprio Rinascimento culturale, proprio sulla scia di Leonardo e della sua epoca.”

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